Adozione Internazionale in crisi: se la nazionale (e 9 anni di attesa senza alcuna risposta) è l’unica via per una giovane coppia… (8)

Nuova puntata dell’inchiesta di Ai.Bi. sull’Adozione: in questo caso la lettera ricevuta in redazione riguarda più l’adozione nazionale, con 9 anni di attesa senza ricevere una risposta. Provare con l’Adozione Internazionale? Impossibile. Troppo costosa per “due giovani lavoratori da poco nel mondo del lavoro, senza famiglie che possono aiutarci alle spalle”

L’inchiesta sull’Adozione Internazionale portata avanti da AiBiNews sta suscitando sempre più interesse e sta raccogliendo sempre più racconti di coppie che stanno affrontando (o hanno affrontato) percorsi adottivi lunghi, difficili, molto spesso incomprensibili nelle loro dinamiche e frustranti. Perché, in questo cammino, ogni intoppo è un ostacolo che viene posto non tanto verso il “semplice” raggiungimento di un obiettivo, ma verso il compimento di una vocazione e la soddisfazione di un diritto: quello di ogni bambino di essere figlio.
Questa volta la mail ricevuta all’indirizzo ufficiostampa@aibi.it, a cui chiunque può mandare la propria testimonianza (firmata. Non verranno presi in considerazione messaggi anonimi, anche se per rispetto della privacy Ai.Bi. non pubblicherà i nominativi dei protagonisti, così come i Tribunali e i servizi sociali coinvolti), è più incentrata sull’Adozione Nazionale, ma rivela un malessere che attraverso comunque tutto il mondo dell’adozione, oltre a sottolineare come la via dell’Internazionale non sia percorribile da tutte le coppie, visti i costi elevati.
Di seguito riportiamo il testo della mail, ricordando che Ai.Bi. si impegna a riportare ogni lettera ricevuta (mantenendo l’anonimato), alla Ministra Roccella, in quanto titolare del Ministero della Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, nonché Presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali.

Le altre puntate dell’inchiesta si trovano qui
prima puntata
seconda puntata
terza puntata
quarta puntata
quinta puntata
sesta puntata
settima puntata

Nove anni di attesa senza ricevere alcun feedback

Siamo una coppia “giovane”, non ancora quarantenni e abbiamo iniziato le pratiche adottive nove anni fa. Da allora, non siamo mai stati chiamati dal TM. Non solo nel senso che non ci hanno mai considerati per un abbinamento, per una comparazione o altro. Ma nel senso che non abbiamo mai ricevuto proprio nessun cenno, nessuna comunicazione, nessuna informazione… E questo ci devasta, perché ci sembra di essere sempre fermi a nove anni fa, come se il tempo non fosse passato, come se la nostra coppia, la nostra vita, il nostro progetto genitoriale non fossero importante per chi potrebbe considerarci come genitori per un bambino.
Siamo al terzo rinnovo dell’adozione nazionale, ma non abbiamo mai dato disponibilità all’internazionale perché non ce la possiamo permettere; i costi sono decisamente alti per noi che siamo entrambi giovani lavoratori da poco nel mondo del lavoro e senza famiglie alle spalle che possano aiutarci.
Quello che ci chiediamo è se sia normale che un TM non pensi di darci un rimando di alcun tipo; se  capiti a tutti (e stia bene così) che i Servizi ci considerino solo pochi mesi prima che scada il rinnovo, pensando a noi solo come una pratica da sbrigare e non a persone sensibili in attesa.
Siamo sbagliati? Abbiamo o avremo delle chance? Se non siamo ritenuti una possibile, buona risorsa, perché nessuno ce lo ha mai detto chiaramente? Perché ci lasciano in questo mostruoso, silenzioso limbo?

I dubbi delle coppie aumentano e rimangono senza risposte

Abbiamo dato una disponibilità bassa? Siamo illusi o non realisti? Nessuno ce lo ha detto! Ci auguriamo che qualcuno ce lo dirà prima o poi, per aiutarci a comprendere meglio che tipo di risorsa siamo o se è il caso di pensare ad altro.
Prossimamente incontreremo i Servizi per riprendere in mano il nostro progetto adottivo, per il terzo rinnovo. Stiamo attendendo questi incontri senza speranze, solo con grande dispiacere.
Rimane un peccato che sia questo il trattamento dedicato a persone che sperano di diventare genitori attraverso l’adozione in Italia