Adozione Internazionale. La prima coppia italiana in Nigeria

La bellissima storia di Mary e Luca, due genitori italiani andati in Nigeria per adottare Manuel. Un viaggio indimenticabile che ha dato vita a una nuova famiglia

Aprire una strada nuova è un atto di coraggio, ma è soprattutto un atto d’amore. Lo sanno bene Mary e Luca, una coppia che ha scelto di guardare oltre, per diventare la “coppia pilota” di Ai.Bi. in Nigeria. Una scelta pionieristica che, lo scorso aprile, li ha riportati a casa, in Puglia, insieme al loro bimbo, Manuel, che ad agosto compirà due anni.

Un viaggio meraviglioso

Il loro viaggio non è stato solo un percorso burocratico, ma una vera e propria semina: grazie alla loro tenacia e alla fiducia nell’accoglienza, oggi la Nigeria si conferma come un Paese pronto e accogliente per le coppie che desiderano aprirsi all’adozione internazionale.
Non che prima la Nigeria fosse un Paese “chiuso”, ma l’Adozione era avvenuta solo per coppie all’interno delle quali almeno uno dei due componenti era di origine nigeriana.
Dopo aver ottenuto l’idoneità, Mary e Luca hanno affidato il loro mandato ad Ai.Bi., essendo poi seguiti sia dalla desk paese a Roma sia dalla sede regionale di Barletta. Inizialmente sospesi tra Ghana e Nigeria, la conferma è arrivata per quest’ultima. Essere i primi, si sa, richiede una dose extra di pazienza: la preparazione dei documenti è stata intensa e ha richiesto diversi viaggi verso Roma oltre che momenti di attesa, nella speranza che tutti i passaggi fossero quelli corretti.
“A ripensarci oggi sono davvero felice di aver aperto la strada ad altre coppie e ad altre famiglie accoglienti, così che altri bambini o bambine possano trovare casa” racconta oggi Mary, con la serenità di chi sa che ogni sforzo è servito a costruire un ponte per chi verrà dopo.

Gettare solide basi

Come previsto dalle procedure del Paese, la permanenza in Nigeria è durata 90 giorni. Tre mesi che potrebbero spaventare, ma che si sono rivelati il segreto per una transizione serena e per la costruzione della nuova famiglia. “Tutto serve – spiega Mary – Questi tre mesi sono stati fondamentali. Manuel ha avuto il tempo di comprendere, di conoscerci. Siamo tornati in Italia che eravamo già una famiglia. Spesso, con permanenze troppo veloci, i bambini risentono del distacco; qui invece abbiamo gettato basi solide.
L’esperienza a Lagos è stata eccellente sotto ogni punto di vista. La coppia è stata accolta calorosamente, stringendo ottime relazioni sul campo e trovando referenti pronti a sostenerli non solo professionalmente, ma anche umanamente, “con molti abbracci”, cosa che soprattutto Mary sembra avere apprezzato anche per affinità di carattere. Per tutta la durata del soggiorno, Mary e Luca hanno vissuto in un appartamento nello stesso contesto in cui abitava anche personale di LIFE, il partner nigeriano di Ai.Bi.: una presenza discreta ma costante, pronta a sciogliere ogni dubbio. Anche la visita dei servizi sociali locali si è svolta in un clima di assoluta serenità. Il momento di svolta giuridico è arrivato l’11 marzo, con la sentenza definitiva di adozione, seguita dalla preparazione dei documenti per il rientro in Italia.

Il primo incontro con Manuel

Manuel è entrato nella vita di Mary e Luca pochi giorni dopo il loro arrivo a Lagos. Per le prime due settimane gli incontri sono avvenuti all’interno della struttura che lo ospitava. “Il primo incontro è stato intenso e come ci avevano preallertato, ha subito legato con il papà – ricorda la mamma con un sorriso – Con me all’inizio c’è stato un momento di studio, tra il mio ridere e piangere. Si avvicinava a piccoli passi… ma dopo la prima settimana non mi ha mollato più!”.
La struttura in cui Manuel è cresciuto si è rivelata un ambiente protetto e amorevole: una realtà piccola ma dotata di tutto il necessario, dove il personale si prende cura dei bambini. Lì Manuel è stato curato e vaccinato con attenzione. Da quando ha incontrato la sua mamma e il suo papà, il bambino è letteralmente fiorito: è cresciuto in altezza, ha preso peso e ha messo tutti i dentini. Oggi Manuel è un bimbo felice che si gode il mare della Puglia, proprio come faceva in Africa, dove ha imparato a superare la paura iniziale della spiaggia e delle onde.

Perché scegliere l’adozione internazionale in Nigeria

A chi oggi guarda alla Nigeria con timore, Mary offre una prospettiva reale e rassicurante: “Ci siamo sentiti assolutamente sicuri a Lagos. Spesso la televisione racconta una realtà diversa, ma noi eravamo a sud ed era tutto assolutamente fattibile”.
Ci sono, ovviamente, piccoli consigli pratici da tenere a mente. La lingua ufficiale è l’inglese: Mary e Luca se la sono cavata bene e incoraggiano le future coppie a fare lo stesso, ricordando che la gentilezza della popolazione locale, unita all’uso di un semplice traduttore sullo smartphone, abbatte qualsiasi barriera. Inoltre, l’adozione è una realtà ben nota soprattutto a Lagos, dove può capitare che la curiosità locale porti a domande informali ma sempre calorose – vedendo una coppia bianca con un bambino nero – tuttavia nulla di fastidioso o indiscreto.
Mary non nasconde i momenti di fragilità, inevitabili in ogni grande impresa. “Lo scorso novembre ero scoraggiata, eravamo pronti con la valigia in mano e tutto fu rimandato per questioni legate al visto; essendo noi i primi nel Paese gli intoppi si sono verificati.”
Il consiglio alle coppie tuttavia “è uno solo: credeteci sempre, perché nulla è impossibile se lo si desidera davvero!”

A cura del team di Adozione Internazionale di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chiunque, coppie e single, sia interessato ad avere maggiori informazioni sull’Adozione Internazionale o a intraprendere l’iter adottivo può partecipare ai tanti webinar e corsi organizzati da Ai.Bi. Amici dei Bambini. Per informazioni, contattate l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.