Affido. Ecco perché serve l’avvocato del minore: due sorelle ritornano in famiglia

 Alice e Giulia. Mesi trascorsi in istituto. Il loro strazio. Poi la sentenza e il ritorno a casa. Con l’avvocato del minore, forse, tutto questo si sarebbe evitato.

Alice e Giulia, sono due sorelle adolescenti di 15 e 13 anni.

A causa di una difficile separazione tra un padre aggressivo e una mamma fragile, il tribunale aveva deciso, ‘per il loro bene’, l’allontanamento dal nucleo familiare.

Per le due ragazze si sono così aperte per alcuni mesi le porte della comunità. Ma non la stessa struttura, come sarebbe umano e giusto pensare. Perché le due sorelle, in un momento così delicato della propria vita, sono state separate e collocate in due centri differenti.


La sofferenza di Alice e Giulia era palpabile ed è esplosa in tutta la sua forza dirompente. Ci hanno pensato da sole a far ascoltare la loro voce, superando chi non voleva sentire, affidando ai media, alla carta, ai social, ai video i loro pensieri, perché fossero finalmente ascoltate: “La vita in comunità è peggio delle botte di papà, perché non ci hanno lasciato con la mamma o con i nonni? Sono brave persone e ci vogliono bene!” riportano le sorelle al quotidiano La Stampa.

E finalmente la loro voce è giunta anche in tribunale.

A settembre il giudice sancendo la separazione tra i coniugi ha revocato il mantenimento delle minori in comunità e ha stabilito che le ragazze potessero rientrare a vivere con la mamma.

Un verdetto che tra le righe è anche un atto di scuse per un allontanamento che come si legge nella sentenza, non sembra aver prodotto il giovamento sperato. Ecco quindi l’anelata decisione di rientro in casa con la madre che: “non espone le minori ad alcun pregiudizio fisico e della vita quotidiana – mentre – mantenere oltre il collocamento etero familiare si rivelerebbe una decisione del tutto sproporzionata”.

L’avvocato del minore: un’esigenza non più rimandabile

Insomma cosa sarebbe accaduto se le due ragazze non avessero urlato, tramite i mezzi a loro disposizione il loro malessere e il loro dissenso? Sarebbero ancora oggi sole all’interno di un istituto invece che tra le braccia di chi le ama?

Ecco allora che ancora una volta si ripropone in maniera evidente l’esigenza, se non l’urgenza di istituire in Italia la figura dell’avvocato del minore.

Necessità, più e più volte ribadita da AI.BI. ma  ancora non prevista dal nostro ordinamento.

 Un legale che fin dall’inizio della vicenda possegga pieni poteri per la tutela del minore. Che possa prendere visione della relazione, nominare un suo perito se non è convinto delle conclusioni. Che possa confrontarsi con il giudice per mettere a punto un progetto di affido, nel caso venga confermato l’allontanamento dalla famiglia.

Una figura che faccia da megafono ed amplifichi la voce del minore, per il suo bene e nel suo interesse che è anche quello di noi tutti e della nostra società, di cui i giovani sono il futuro.