siria. Altri 10mila sfollati fuggono dalle bombe: Ai.Bi. sul terreno per dire 'Non Lasciamoli Soli'

Come si vive in uno dei 1270 campi profughi della Siria nordoccidentale?

Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 15 milioni di persone in tutta la Siria hanno bisogno di assistenza per ottenere l’acqua, poiché le famiglie spendono fino al 25% del loro reddito per soddisfare il loro fabbisogno giornaliero

 Secondo il Syria Response Coordination Group, oltre 1 milione di sfollati nella Siria nordoccidentale vive in oltre 1.270 campi profughi.

Si tratta di campi privi di infrastrutture, inclusi servizi igienici e reti idriche. I loro residenti dipendono da cisterne d’acqua non sterilizzate, che li rendono vulnerabili alle malattie infettive.

Secondo un precedente rapporto delle Nazioni Unite del marzo 2020, “In tutto il Paese, 15,5 milioni di siriani non hanno un accesso adeguato all’acqua pulita. La Siria nord-orientale è l’area più colpita dalla crisi idrica: il 27% delle famiglie spende fino a un quinto del proprio reddito per l’acqua delle navi cisterna”.

Il rapporto aggiunge anche come: “La contaminazione delle fonti d’acqua, causata dal deterioramento delle infrastrutture e dalle inondazioni delle acque reflue, influisce direttamente e profondamente sulla salute dei cittadini siriani”.

Anche l’acqua venduta dai venditori ambulanti non è sicura. Proviene infatti da fonti sconosciute ed è malsana, poiché priva di ogni standard di sicurezza.

L’acqua un bene prezioso

Amer Msaher, coordinatore dei progetti idrici presso la Fondazione Maram che copre alcuni campi nella campagna di Idlib, ha dichiarato ad Al-Monitor: “Il problema più grande che i campi devono affrontare è la scarsità d’acqua, il prezzo elevato delle cisterne e l’incapacità di un segmento della popolazione per assicurarsi l’acqua”.

Inoltre “Con l’aumento della popolazione nella Siria nord-occidentale a causa dello sfollamento di centinaia di migliaia dalle loro aree controllate dal regime siriano – spiega Msaher- i pozzi vengono perforati in modo casuale e questo ha portato anche a un declino delle riserve di acque sotterranee. Nel tempo, questo può portare alla scarsità d’acqua nella zona, soprattutto con i cambiamenti climatici, le alte temperature e la mancanza di acqua piovana”.

I problemi della scarsità idrica e della sua contaminazione non sono limitati alle sole popolazioni dei campi per gli sfollati, ma includono tutta la Siria in generale.

L’UNDP stima che “il 70% della popolazione siriana non abbia accesso regolare all’acqua potabile a causa dei tagli delle risorse idriche e della distruzione delle infrastrutture di base”.

Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 15 milioni di persone in tutto il Paese hanno bisogno di assistenza per ottenere l’acqua, poiché le famiglie spendono fino al 25% del loro reddito per soddisfare il loro fabbisogno giornaliero.

Un Sostegno a Distanza per la popolazione siriana dei campi profughi di Idlib

 Ai.Bi. è vicina alla popolazione siriana sfollata nei campi di Idlib, nel nord ovest del Paese.

Attraverso la realizzazione di progetti di autosostentamento, sono stati infatti consegnati a 240 famiglie a conduzione femminile, capi di bestiame per la produzione di prodotti caseari, mentre per altrettante famiglie sono state montate serre, per la coltivazione di ortaggi, fornendo loro anche acqua potabile per l’irrigazione.

Molto è stato fatto ma tanto c’è ancora da fare!

Aiutaci a sostenere le famiglie di Idlib stremate da undici anni di conflitto.

Con un Sostegno a Distanza di 25 euro al mese, potrai tendere loro la tua mano, aiutando Ai.Bi. nella realizzazione dei progetti a loro dedicati.

Ai.Bi. ti terrà costantemente aggiornato, con report mensili sull’evoluzione di ogni attività Potrai conoscere le storie dei bambini, condividerne le gioie, le sofferenze, le speranze… insomma diventerà, se lo vorrai, anche “il tuo progetto” e potrai così monitorare da vicino ogni progresso, grazie a costanti aggiornamenti.

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