Educare il Domani. CONOSCERSI. Un viaggio nel teatro per contrastare l’impoverimento educativo

Il progetto CONOSCERSI accompagna studenti e famiglie in un percorso educativo che, attraverso il teatro, rafforza competenze emotive, relazioni e senso di comunità

Uno dei momenti più emozionanti di  “CONOSCERSI – Formazione, Orientamento e Comunità per prevenire la dispersione e l’abbandono scolastico” –progetto rivolto  ai giovani studenti nella fase della preadolescenza e alle loro famiglie, promosso da Ai.Bi. Amici dei Bambini insieme alla cooperativa AREA, al gruppo AGE (associazione genitori) e finanziato attraverso i fondi AGIA – Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza è stato a Salerno – è stato il laboratorio sulle emozioni tenuto da Nicolantonio Napoli presso la scuola Matteo Mari, plesso Posidonia.

“A caccia di emozioni”. Un viaggio nel teatro per contrastare l’impoverimento educativo

Il viaggio nel teatro è partito attorno alla metà di ottobre ed è finito verso fine aprile per un totale di sessanta ore. “Sono stato contattato – dice Napoli – perché avevano in precedenza apprezzato come ero riuscito a fare gruppo con i ragazzi. L’idea era coerente con l’indirizzo voluto dalla scuola per contrastare dispersione scolastica, impoverimento educativo e per vivere l’istituto come un luogo culturale del territorio che offrisse percorsi formali e informali all’interno delle aule. Ci siamo incontrati un’ora a settimana per un progetto che abbiamo chiamato – “A caccia di emozioni”-. Come sempre faccio, si parte da un laboratorio: ci guardiamo intorno, ragioniamo su cosa siamo interessati, come ci muoviamo e cosa muove la nostra attenzione e da lì iniziamo a inventare”.

La vita è tutto un giallo alla Christie

Quest’anno l’incipit è stato dato dalla domanda di Giulia, una piccola “veterana. “A nome di tutti il primo giorno mi ha detto: che cosa facciamo? Ne è nato un testo che ha preso il via dalle loro parole, dal loro modo di giocare e scherzare e da lì – “La vita è tutto un yellow” – dice Napoli –   come chi ci conosce bene sa, oltre al teatro di parola lavoriamo sul teatro surreale, di immagine e di emozione. Se la vita è tutta un giallo alla Christie, che prevede che ci sia un corpo da vendicare, qualche alunno, guardandosi attorno attraverso i telegiornali o le chiacchiere che si fanno a pranzo con i genitori, ha posto il dubbio che giocare con un cadavere in questo momento di conflitti bellici fosse di cattivo gusto. Così abbiamo deciso di far giocare e riflettere anche il pubblico”.

Giocando a teatro, il gioco si fa serio e diventa riflessione

“Abbiamo ragionato con il nostro pubblico – continua Napoli- mostrando cosa abbiamo negli occhi: lenzuola bianche che coprono morti nei troppo numerosi teatri di guerra. Per poi capire che, per fortuna, siamo in Occidente, da anni viviamo fuori dalla guerra e la guerra ci porta a vivere dei contrasti, dal bianco dei cadaveri del naufragio nel canale di Sicilia all’apertura della settimana della moda a Milano. E’ il nostro mondo e la nostra vita con tutte le sue contraddizioni.

Giocando, giocando abbiamo coinvolto il nostro pubblico a partire dai nostri genitori con cui alle volte mancano gli abbracci”. E qui si è verificato uno dei momenti più suggestivi dello spettacolo: “Siamo andati alla ricerca delle foto di mamma e papà quando avevano la nostra età e abbiamo capito che ci somigliamo. Siamo andati in giro con questa foto in mano alla ricerca dei nostri genitori facendo finta di non conoscerli e cercando le somiglianze: era un nuovo modo per guardarsi negli occhi e riscoprirsi. E’ stato un escamotage per lavorare sulle emozioni, perché poi genitori e figli si sono abbracciati come forse alcuni non facevano da tanto con i propri figli.

Un teatro che sa parlare all’anima

Quando è finito il tempo, alcuni genitori hanno esclamato “non poteva durare di più questo abbraccio”? I loro volti erano pieni di commozione, mentre i ragazzi, da adolescenti imbarazzati, risalivano sul palco, sicuramente contenti ed emozionati anche loro”. Alla fine i genitori come i ragazzi sono stati entusiasti. Ci sono state lacrime e applausi, si è decisamente sentita gratitudine per il lavoro svolto.

Sì teatro, sì coinvolgimento, ma anche il teatro che sappia parlare all’anima e ricavare da quelle ore passate insieme un nocciolo duro da conservare nel cuore e nel cervello da portare a casa affinché fiorisca come un seme e possa rinascere a nuova vita. E’ questo il messaggio più importante.

Educare il Domani

Il progetto CONOSCERSI nasce con l’obiettivo di prevenire l’abbandono scolastico e la povertà educativa attraverso azioni di supporto, orientamento e attivazione della comunità educante. CONOSCERSI è attivo in quattro sedi Ai.Bi.: Cagliari, Monghidoro, Roè Volciano e Salerno e vede la collaborazione di quattro  istituti scolastici, uno in ciascun territorio.

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A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.

Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.