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Bambini senza infanzia

Fuggono dalla guerra. Trovano “rifugio” in Paesi che dovrebbero assicurare loro cure e istruzione. Sono invece sfruttati in fabbriche i cui prodotti arrivano sui nostri mercati. Si tratta di ragazzini, a volte poco più bambini, che giungono in Italia spesso da soli. Il 2015 è stato l’anno record dei profughi e dei migranti in Europa.

“Vuoi accogliere un bambino con l’adozione nazionale? Dai mandato ad Ai.Bi.!” Una provocazione, certo: ma interpreta una bella realtà

“Vuoi accogliere un bambino con l’adozione nazionale? Dai mandato ad Ai.Bi.! Tranquilli, non siamo impazziti. E non abbiamo dimenticato le normative sull’adozione vigenti in Italia. Ma quella frase – chiaramente scherzosa e magari anche un po’ provocatoria – fotografa bene una situazione assolutamente reale.

Siria. Il fallimento del G20: tra Usa e Russia nessun accordo per un popolo allo stremo. Mentre i grandi del mondo discutono, milioni di persone non hanno più acqua e cibo

“Mentre a Roma si discute, Sagunto cade”, era il disperato appello dei rappresentanti di una città assediata e afflitta da mesi di fame, lutti e violenze – Sagunto, appunto – al cospetto delle autorità romane che si limitavano a parlare senza riuscire a trovare una soluzione per una popolazione stremata.

Kenya, per i bambini sieropositivi dimenticare i cattivi ricordi diventa un’arte

Molti dei 75 bambini sieropositivi ospitati dal centro di accoglienza “Cottolengo”, con cui collabora lo staff di Ai.Bi. in Kenya, non riescono a esprimere i propri sentimenti sopraffatti dalla rabbia e dalla paura causate dalla malattia e dagli abusi subiti. Per aiutarli a regolare le proprie emozioni e ad accettare l’aiuto degli psicologi, Ai.Bi. ha creato all’interno della struttura una sala destinata all’arte terapia: così le paure, ansie, emozioni e ricordi dei bambini si trasformano in disegni e giochi colorati. Tutto questo è possibile grazie al Sostegno a Distanza.

Festival di Venezia 2016. Ai.Bi porta la tragedia dei bambini di Aleppo sul grande schermo. Il regista Bicicchi “Il cinema non può chiudere gli occhi davanti a un dramma come questo”

I media e il cinema in primis hanno il compito e la responsabilità etica e morale di documentare ciò che succede nel mondo. Il cinema non può chiudere gli occhi davanti a drammi come quello che si sta consumando in Siria: deve mettere a disposizione i propri mezzi di comunicazione e divulgazione, i propri strumenti per ragionare affinché non solo non vengano ignorate ma si intervenga concretamente per la loro risoluzione”.