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Novità per le adozioni internazionali.Durante il soggiorno all’estero, anche se la mamma non lavora, anziché le ferie, il papà può chiedere il congedo non retribuito

Più facile la vita per i genitori in generale, e quindi anche quelli adottivi. Ma al momento la novità riguarda solo il 2015. In attesa di trovare i fondi necessari per i prossimi anni. Il Decreto Legislativo 80/2015, entrato in vigore il 25 giugno 2015, migliora le tutele già contenute nel Testo Unico 151 del 2001, relative a congedo di maternità e paternità.

Il miracolo dell’adozione: il bambino abbandonato ritorna alla vita grazie a chi lo accoglie come figlio

I bambini abbandonati sono morti  invisibili ai più, perché muoiono non fuori del corpo, ma dentro. Non è forse lo stesso ‘anonimo’ miracolo compiuto da Gesù duemila anni fa in Galilea, quello che compie ogni coppia adottiva? Come ogni venerdì proponiamo la riflessione per l’omelia di domenica 19 luglio scritta da don Maurizio Chiodi, assistente spirituale di Amici dei Bambini e de “La Pietra Scartata”.

Jean-Michel Rapinat (AFA) “Dalla crisi delle adozioni si può uscire. A Gabicce vi diremo quale strada la Francia intende seguire”

“Formare e accompagnare le coppie nel pre, durante e post adozione. Ecco la ‘cura’  per arginare il crollo delle adozioni internazionali”. Parola di Jean-Michel Rapinat, Direttore aggiunto AFA – Agence française de l’adoption, uno dei principali attori e relatori del convegno internazionale “Adozione internazionale in cerca di futuro. La scelta politica dell’accoglienza” organizzato da Ai.Bi. e che si svolgerà a Gabicce Mare il 26-27 agosto. La crisi dell’adozione internazionale non è più un mistero per nessuno. I dati, del resto, sono impietosi in Italia quanto negli altri Paesi. Proprio come la Francia.

Nepal. Emergenza monsoni “Il livello dell’acqua cresce a vista d’occhio e inonda le tende”

In Nepal piove ininterrottamente da due giorni e i fiumi trasbordano con conseguenze tragiche per tutta la popolazione. Questa notte il Babai e il Karnali dopo la pioggia torrenziale hanno inondato l’area di Bardiya dove vivono circa 700 famiglie. Risultato: altre famiglie sono rimaste senza casa. Altre vittime che vanno ad aggiungersi alle migliaia a cui i terremoti del 25 aprile e del 12 maggio hanno tolto tutto.