Siria. A Idlib sono 300mila i bambini senza scuola

Ai.Bi., presente nel Paese dal 2014, ha contribuito a sostenere i minori a rischio di abbandono scolastico. #Continuiamodaibambini

Nel Nord-Ovest della Siria, nella provincia di Idlib, martoriata da quasi un decennio di conflitto, i genitori di bambini che vanno a scuola sono tutti d’accordo, nonostante i rischi per la salute della riapertura delle scuole, preferiscono l’istruzione presenziale piuttosto che il surrogato online. Basem Muhammad al-Razouq, padre di due studenti, ha parlato delle complicazioni logistiche sorte con l’apprendimento a distanza, dicendo: “Volevo proteggere i miei due figli non mandandoli a scuola. Tuttavia, a causa dell’assenza di coordinamento tra la direzione dell’educazione, gli insegnanti e i genitori, credo che rimandare i miei figli alle lezioni tradizionali sia meglio che mandarli a scuole virtuali.”

Come ogni genitore Basem da molta importanza all’educazione dei suoi figli, anche in una congiuntura socio-economica complicata come quella che sta vivendo, congiuntura che ha convinto molti genitori a ritirare i figli dal sistema educativo visto come inadeguato per inserirli nel mercato del lavoro e contribuire al sostentamento della famiglia. L’impossibilità per molti di aver accesso all’educazione a distanza a causa delle scarse prestazioni della rete e l’assenza di dispositivi tecnologici moderni ha dissuaso molti da continuare gli studi. A questo si aggiunga che gli insegnanti non sono ben preparati a passare alla formazione a distanza, senza poi contare la mancanza di accesso a Internet, di fornitura di elettricità e di infrastrutture necessarie alla creazione di piattaforme educative e siti web.

Siria. A Idlib per i bambini la scuola è un problema serio

Secondo i dati del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), la metà delle scuole di Idlib sono state distrutte, danneggiate o utilizzate per dare rifugio agli sfollati interni, mentre l’insegnamento online non ha mai preso piede. L’UNICEF stima che più di 300.000 bambini solo nel governatorato di Idlib non abbiano accesso regolarmente a servizi educativi. Mentre milioni di bambini in Siria non vanno a scuola o rischiano di abbandonarla, mentre si entra nel decimo anno di conflitto. La sospensione delle lezioni a metà marzo come misura precauzionale ha creato ulteriore incertezza per altri milioni di bambini.


Ai.Bi presente in Siria dal 2014 ha contribuito a sostenere i minori a rischio di abbandono scolastico grazie a interventi mirati a supportare le famiglie più vulnerabili, oltre che a numerose distribuzioni di materiale scolastico. Ma tutte queste ed ancora altre fondamentali attività sono rese possibili solamente grazie alla grande generosità dei donatori che dall’Italia supportano Ai.Bi. e rendono possibile il suo impegno a favore della popolazione siriana. Anche tu puoi fare la tua parte, sostenendo la campagna #Continuiamodaibambini. Non lasciarli soli.

Dona subito: https://www.aibi.it/ita/continuiamo-dai-bambini/