Mese: Febbraio 2016

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Chioggia (Ve), come armonizzare la storia di un bambino adottato con quella della sua classe?

Un bambino adottato entra a far parte di una classe. È una nuova storia, nuove problematiche e nuove potenzialità con cui confrontarsi. Un confronto che non è sempre facile. Per accompagnare gli insegnanti nel complesso percorso di inserimento scolastico, l’Equipe Adozioni dell’Azienda Ulss 4 del Veneto propone una serie di 4 incontri dedicati al personale docente del territorio.

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Il problema delle adozioni nell’Italia che approva le unioni civili. Su Radio Maria una tavola rotonda sul futuro dell’accoglienza

Che futuro avranno le adozioni in un Paese che ha preso la strada delle unioni civili? Argomento scottante e delicato, perché mette al centro il diritto dei bambini. Così mentre la politica rivolge le proprie attenzioni alle necessità di poche migliaia di coppie omosessuali, 35mila minori fuori famiglia in Italia ripiombano nell’oblio.

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Cosa dobbiamo temere di più nella nostra vita? La morte della nostra fede

Riferendosi a due fatti di cronaca di quel tempo, Gesù chiede: «Credete che quei Galilei» che erano stati uccisi da Pilato mentre stavano facendo un sacrificio o «quelle diciotto persone, sulle quali» era crollata «la torre di Sìloe», «fossero più peccatori» o più colpevoli di altri? E conclude: «No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

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Unioni civili. Gandolfini (Difendiamo i nostri figli): “Parlamentari cattolici che votano questa legge? Un tradimento. È stato messo il bavaglio al confronto democratico”

“Il fatto che le nozze gay in Italia siano votate da senatori che si dicono cattolici è una cosa sconcertante”. Non fa sconti Massimo Gandolfini, portavoce del comitato “Difendiamo i nostri figli”, incontrando i giornalisti, nel pomeriggio di giovedì 25 febbraio, davanti all’ingresso del Senato.

Video & Fotonotizia

“Da una maggioranza silenziosa a una cittadinanza attiva”

Il presidente di Ai.Bi. Marco Griffini ha partecipato a una conferenza stampa al Senato organizzata dal comitato “Difendiamo i nostri figli”, con l’obiettivo di ribadire che la legge sulle unioni civili è una legge “inutile e ingiusta”, come affermato da Massimo Gandolfini, portavoce del comitato. “Per riconoscere i diritti di sole 7.500 coppie di adulti non si può fare ripiombare nel limbo il futuro di 35mila bambini fuori famiglia”, ha detto il presidente di Ai.Bi. Leggi le dichiarazioni di Grandolfini l’editoriale di Griffini.

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Adozione internazionale. America Latina. Santos “Chiuso in queste quattro mura, da 9 anni vedo gli altri andare via”

La sua mente è affollata da tanti “perché”. Si chiede cosa abbia fatto di sbagliato. O se non sia proprio lui quello “sbagliato”. Perché in fondo se è là, forse è perché se lo merita. Si merita di rimanere tra quelle quattro mura di un istituto dove la sua vita è sempre uguale. Scandita da quelli che sono diventati dei rituali. Ogni giorno le stesse attività con una ripetitività spersonalizzante tanto da farti realmente pensare di essere uno fra tanti. Anzi meno degli altri. Perché gli altri, hanno trovato una famiglia. Lui ancora no. Lui vede gli altri andare via, li saluta e si sente sempre più solo. Vede gli altri allontanarsi su un’auto con la “nuova” mamma e il “nuovo” papà, con tanti sogni da realizzare. I suoi, invece, rimangono ancora chiusi in fondo al cassetto.

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Rdc. Comitato genitori adottivi. “Che Stato è quello che ci lascia da anni sospesi nel dolore per il testardo silenzio su ciò che sta accadendo ai nostri figli in Congo?”

Qual è la paura più grande per una mamma e un papà? Perdere il proprio bambino. E peggio (se può esserci una cosa peggiore), averlo lì… “a pochi passi”, quasi poterlo toccare con mano ma non poterlo tirare a se’, in una stretta protettiva strappandolo alla straziante solitudine di un istituto congolese. Uno stato di angosciante impotenza che una quarantina di genitori provano da due anni. Ora hanno preso carta e penna e scritto alle cariche più alte dello Stato.

Bambini in alto mare Lettere al direttore

Migranti. Perché si nascondono i dati delle donne e bambini che scappano dalle guerre?

Vi scrivo e chiedo il vostro aiuto in merito all’accoglienza di bambini e donne in fuga dalle guerre. Nel nostro territorio, a livello politico ma anche tra la gente comune, per giustificare il rifiuto dei profughi e la non accoglienza, si sostiene che la fuga dalle guerre non esiste, che le immagini che tutti vediamo sono create ad arte. – Risponde Diego Moretti (nella foto)