ifugiati ucraini alla stazione ferroviaria di Leopoli in attesa del treno

BAMBINIxLAPACE. Iulia e Serghei: dalla fuga dalla guerra alla costruzione di una nuova vita

In Moldova, una famiglia ucraina trasforma l’accoglienza in autonomia grazie al progetto PACE e il sostegno di Amici dei Bambini

Nel nord della Moldova, al confine con la guerra e l’instabilità, il progetto PACE ha offerto negli ultimi sedici mesi protezione, accoglienza e opportunità concrete di integrazione a centinaia di famiglie rifugiate.
Sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e attuato in collaborazione con partner locali di Ai.Bi. Amici dei Bambini, il progetto ha attivato ludoteche e spazi sicuri per bambini, bambine, ragazze e ragazzi; ha fornito supporto psicologico, legale e sociale; e ha avviato servizi mobili come il Ludobus, operativo in decine di comunità e capace di raggiungere anche i territori più remoti. Ora che il progetto è formalmente concluso, il Ludobus continuerà a operare nel nord del Paese, dove l’organizzazione Demos ne garantisce la continuità.
Al di là dei servizi, ciò che ha fatto davvero la differenza è stata la capacità di ricostruire legami e fiducia, soprattutto per chi ha dovuto ricominciare da zero. Tra le molte storie nate da questo percorso, ce n’è una che racconta con particolare forza cosa significhi trasformare la fragilità in futuro.

Lì dove l’uomo dà valore al luogo

C’è un detto rumeno, intraducibile alla lettera ma ricco di significato, che recita: Omul sfințește locul. Vuol dire che è l’uomo a dare valore al luogo, a renderlo degno, abitabile, umano.
È una verità semplice ma potente, che trova espressione concreta nella storia di Iulia, Serghei e dei loro quattro figli, capaci di trasformare lo spaesamento in radici e la fuga in un nuovo inizio.
La famiglia proveniva da una cittadina militare dell’Ucraina, dove le esplosioni erano diventate routine e le finestre venivano riparate alla meglio, con plastica e nastro adesivo. Consapevoli che la normalità non sarebbe tornata nel loro Paese, hanno lasciato tutto: una casa appena acquistata, due lavori stabili, una quotidianità costruita con fatica.
Arrivati in Moldova, hanno trovato riparo presso alcuni parenti che vivevano in una casa di sole due stanze. In sei condividevano un’unica camera, senza documenti e senza accesso ai servizi essenziali. Eppure, ricordano con gratitudine: “Avevamo un tetto sopra la testa e un posto dove sentirci al sicuro.”

Il bene più grande: dare un senso alla vita

La svolta arriva nell’estate del 2024, quando l’équipe mobile di Demos, in collaborazione con l’amministrazione locale di Dondușeni, intercetta la famiglia durante una visita sul territorio. Da quel momento inizia un percorso di accompagnamento che, passo dopo passo, cambia tutto.
Iulia e Serghei ottengono la protezione temporaneai bambini vengono iscritti a scuola e all’asilo; la famiglia riceve un supporto mensile, accede ai servizi sociali e ai voucher prepagati messi a disposizione dal progetto PACE.
Colpisce, però, soprattutto la forza silenziosa con cui i due genitori ricostruiscono la propria esistenza. Con determinazione e sacrificio, riescono a risparmiare parte del sostegno ricevuto e, nel tempo, acquistano una casa con quattro stanze: un tetto stabile, scelto, adattato ai bisogni della famiglia.
Segue un altro passo coraggioso: l’apertura di una piccola sartoria artigianale. Disegnano e confezionano gonne e abiti su misura. Tra i clienti ci sono scuole e istituzioni locali, che si raccomandano a vicenda. Così, di passaparola in passaparola, gli ordini aumentano. Oggi la famiglia non solo riesce a mantenersi con dignità, ma è anche in grado di tendere una mano a chi – come loro un tempo – si trova a ripartire da zero.
“Ogni capo è unico. Lo creiamo dal disegno fino all’ultima cucitura. Non vendiamo solo vestiti: offriamo un modo per esprimere sé stessi. Questo è ciò che ci distingue”, raccontano con orgoglio.
Oggi la casa è viva: i bambini vanno a scuola, la bottega lavora, la famiglia guarda avanti. Ma soprattutto è tornato quel bene immenso che si chiama senso.
“Finché c’è pace, una casa sicura e un lavoro che ci dà dignità, ci sentiamo fortunati. La Moldova ci ha dato un nuovo inizio.”

Oltre i numeri: l’impatto umano del progetto

La storia di Iulia e Serghei è una tra centinaia. Il progetto PACE ha coinvolto bambini, genitori, insegnanti, operatori e volontari in un’azione capillare e multidimensionale.
Tra i principali risultati raggiunti:

  • apertura e allestimento di 5 ludoteche e un Ludobus, che hanno portato educazione non formale e momenti di gioia a oltre 1.600 bambini;
  • supporto psicologico ed emotivo a più di 1.700 bambini e adolescenti, oltre a centinaia di genitori;
  • assistenza a oltre 600 famiglie attraverso servizi di informazione, consulenza e integrazione sociale;
  • distribuzione di 6.200 voucher a 955 famiglie vulnerabili per coprire bisogni essenziali come cibo, vestiti e medicine;
  • attività di sensibilizzazione, materiali informativi e visite di monitoraggio per garantire una comunicazione costante e un approccio centrato sulle persone.

Le ludoteche e il Ludobus sono diventati spazi fondamentali non solo per il gioco, ma anche per lo sviluppo socio‑emotivo dei bambini. In contesti rurali, dove i servizi educativi sono scarsi, le attività ludiche hanno “aperto cuori”, acceso l’immaginazione e creato comunità.
Durante un incontro finale con i partner, sono emerse numerose testimonianze:
“Quando i bambini si trovano in un ambiente rilassato, riescono a comunicare”, ha spiegato lo staff di Demos.
“Il gioco diventa linguaggio, cura, ponte”, hanno aggiunto i colleghi del CCSUD.
Gli insegnanti, spesso coinvolti in percorsi di formazione, si sono trasformati in veri animatori educativi, capaci di stimolare empatia e partecipazione. Bambini locali e rifugiati hanno imparato a conoscersi e a riconoscersi simili.
Durante uno dei focus group in ludoteca, un bambino ha detto: “Qui posso dire tutto quello che sento”, raccontando la propria storia senza imbarazzo o timore di essere diverso. In molti casi, la frequenza scolastica è aumentata proprio grazie alla presenza di questi spazi.
Il progetto ha avuto un impatto significativo anche sul piano psicologico: supporto a minori vittime di abusi, accompagnamento in situazioni di forte vulnerabilità, percorsi di educazione alla salute mentale e sessuale, soprattutto tra adolescenti. Le attività formative hanno permesso a molte ragazze di affrontare temi legati al ciclo mestruale, all’emotività e alle relazioni, generando segnali concreti di cambiamento culturale

Costruire futuro, insieme

Il progetto PACE ha dimostrato come l’accoglienza possa andare oltre l’assistenza, diventando una vera costruzione di comunità. Una rete solida di attori locali, istituzioni, esperti e comunità ha saputo rispondere in modo efficace, umano e sostenibile alle sfide poste dalla crisi ucraina.
Un ringraziamento speciale va all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il cui sostegno ha reso possibile questo percorso. L’investimento ha prodotto risultati concreti e trasformativi, lasciando un’impronta duratura nel tessuto sociale della Moldova.
La speranza è che queste tracce non si disperdano, ma si rafforzino nel tempo. Perché, come abbiamo visto, sono le persone a dare senso ai luoghi. E quando vengono ascoltate, accolte e accompagnate, quei luoghi possono finalmente trasformarsi in casa.

La speranza dei bambini dell’Ucraina è appesa a un filo

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, sono passati oltre 3 anni. In questo tempo oltre 600 bambini sono morti e oltre 2.000 sono stati feriti. Anche la speranza rischia di morire.
Ai.Bi. Amici dei Bambini con il progetto BAMBINIxLAPACE ogni giorno porta ai minori e le loro famiglie aiuto concreto, supporto psicologico e attimi di vita “normale”, in un tempo che normale non è.
Ecco perché oggi più che mai c’è bisogno del tuo aiuto: per non far spezzare il filo della speranza. EMERGENZA UCRAINA

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