Sostegno a Distanza. Bolivia: il filo invisibile verso l’adozione

L’emozionante saluto delle “mamitas” ai bambini in attesa di adozione. Scopri come il progetto “Adotta a distanza i bambini di un orfanotrofio” trasforma l’abbandono in una nuova famiglia

Il delicato momento dell’addio negli istituti

Gli addii sono faticosi, eppure racchiudono il senso più profondo dell’accoglienza, anche per chi lavora all’interno degli istituti. Dalla Bolivia, i racconti delle nostre volontarie espatriate ci portano dentro gli hogar, nel momento esatto in cui un bambino si prepara a incontrare la sua nuova famiglia.
Questa testimonianza, tuttavia, è simile a quella che si potrebbe raccogliere negli istituti di ogni parte del mondo: alle operatrici che incontrano per primi bambine e bambini abbandonati dalle famiglie biologiche è destinato il compito di accogliere minori traumatizzati e poi accompagnarli nel tempo che trascorreranno al’interno dell’istituto. E’ normale quindi che anche il giorno del saluto verso un nuovo inserimento familiare sia, per queste operatrici, un momento delicato, dal loro punto di vista.

Le emozioni delle “mamitas”: le lacrime e il libro dei ricordi

È in quel momento che le mamitas – come le chiamano i piccoli — vivono la gioia più grande, perché ora una famiglia adottiva e definitiva si occuperà di loro, ma anche la commozione più difficile da trattenere.
“Vestono il bambino per l’incontro adottivo e, quando lo pettinano, iniziano a scorrere le lacrime, che devono nascondere per non farlo preoccupare”, raccontano dal campo.
C’è chi teme di essere dimenticata, dopo aver accudito un bimbo in ogni istante, e chi fa fatica a trattenere l’emozione mentre scrive una dedica su Tejiendo mi historia, quel libro dei ricordi che sarà consegnato alla famiglie per accompagnare la nuova storia fuori dall’hogar.
Ma c’è anche la bellezza di legami che non si spezzano, come quella bambina volata tra le braccia di una “coppia favolosa” che ancora oggi chiama la sua mamita per il compleanno o per la Festa della Mamma.

Come l’adozione a Distanza trasforma l’abbandono in famiglia

Dietro la commozione di quegli addii c’è un percorso lungo, che Ai.Bi. garantisce ogni giorno grazie anche a chi sceglie il Sostegno a Distanza.
Sostenere un bambino da lontano non significa solo assicurargli una protezione, ma anche garantire accoglienza e cure specialistiche da parte di educatori, psicologi e professionisti in grado di affrontare le ferite dell’abbandono. Inoltre ogni SAD permette di consentire alle équipe di operatori sul campo di avviare indagini approfondite per cercare la famiglia biologica, valutando ogni possibilità di reinserimento, quando possibile. Non da ultimo, la tutela legale: quando la ricerca delle origini non va a buon fine o se lo stato di abbandono viene confermato, l’équipe predispone tutta la documentazione necessaria per la dichiarazione di adottabilità.
E quando è trovata una famiglia adottiva, è il traguardo finale: le mamitas collaborano con l’équipe per preparare e accompagnare all’incontro con mamma e papà, forti delle loro sensibilità e della conoscenza intima del bambino o della bambina.

A cura del team Adozione a Distanza di Ai.Bi. Amici dei Bambini. Dal 1983, ogni giorno, al fianco delle bambine e dei bambini vittime di abbandono

Come partecipare al progetto “Sostieni a distanza i bambini di un orfanotrofio” in Bolivia?

Se vuoi aiutare le bambine e i bambini degli orfanotrofi o in grave difficoltà familiare a costruirsi un futuro puoi aderire al progetto Sostieni a distanza i bambini di un orfanotrofio. Potrai ricevere periodiche notizie e informazioni su di loro e sui loro progressi.
Con meno di un euro al giorno puoi garantire ai 165 bambini dei centri José SoriaNiño JesúsGota de Leche Amor de Dios Penny pasti regolari, medicine, la possibilità di andare a scuola e una vita un po’ più simile a quella di “tutti gli altri” bambini del mondo.

E ricorda: come ogni donazione, anche le Adozioni a Distanza di Ai.Bi. godono delle seguenti agevolazioni fiscali.