Auser, l’associazione nata nel 1989, impegnata a promuovere l’invecchiamento attivo degli anziani e a far crescere il loro ruolo nella società e Ai.Bi., l’associazione che da più di 20 anni lotta contro l’Emergenza Abbandono affinché ogni bambino abbia il diritto di essere figlio e di avere una famiglia hanno unito la I e la III età.
E’ nato il progetto “Prima e Terza età un incontro di solidarietà” che ha come obiettivo quello di mettere in relazione due categorie deboli ed escluse che hanno il diritto e la “voglia di riconquistare la vita”.
“Noi ci proponiamo di contrastare ogni forma di esclusione sociale, migliorare la qualità della vita, diffondere la cultura e la pratica della solidarietà perché ogni età abbia un valore e ogni persona un suo progetto di vita attraverso cui diventare una risorsa per sé e per gli altri – dice il presidente dell’Auser Michele Mangano – la scarsità di relazioni è una patologia sanitaria oltre che sociale. L’anziano ha bisogno di sentirsi utile e importante soprattutto se solo o se abbandonato da nipoti ormai grandi o da figli lontani. L’avere una grande risorsa inutilizzata, il tempo viene infatti vissuto come vuoto. Un vuoto di relazioni, di impegni, di attenzione.”
Ai.Bi. fa della relazione l’unica possibilità di salvezza per i bambini abbandonati e confinati in un orfanotrofio in attesa che una famiglia li accolga e per quegli adolescenti che non riusciranno più ad essere adottati.
Ecco che il tempo vuoto degli anziani, riempito dalla relazione con i bambini abbandonati cambierà due destini e li riconsegnerà alla vita. “Sono 145milioni i bambini costretti a vivere un limbo affettivo, senza amore né calore. Aspettano solo che una famiglia li accolga. L’attesa è dolorosa, vissuta come una colpa. I bambini hanno bisogno che qualcuno si prenda cura di loro, anche se da lontano – dice Marco Griffini Presidente e Fondatore dell’Associazione – Ecco la meraviglia di questa iniziativa: per ogni bambino un anziano che possa fare da nonno; per ogni adolescente troppo grande per essere adottato e troppo piccolo per badare a se stesso un anziano che possa dargli la possibilità di studiare o di essere avvicinato al mondo del lavoro.”
Nel vissuto degli anziani, la salute, le relazioni affettive e la possibilità di sentirsi utili sono gli elementi più rilevanti nella definizione della qualità della loro vecchiaia, in grado di influire anche sulla sua durata e nella vita dei bambini abbandonati la relazione impedisce che perdano i sogni e le speranze.