BAMBINIxLAPACE. Inferno “gelato” sull’Ucraina

La Russia ha ripreso a bombardare con violenza l’Ucraina. 70 missili e 450 droni hanno lasciato 50 città al buio e 1.100 case della capitale senza riscaldamento. La speranza è aggrappata ai prossimi colloqui del 4 e 5 febbraio tra Stati Uniti, Ucraina e Russia

Doveva essere una “tregua del gelo”, in vista dei nuovi colloqui trilaterali con gli emissari di USA, Ucraina e Russia del 4 e 5 febbraio ad Abu Dhabi, ma così non è stato, se non per qualche ora all’indomani dei “soliti” annunci.
Ben presto, su un’Ucraina attanagliata dal gelo, con le temperature che scendono anche a – 20 gradi centigradi, si sono abbattuti i droni e i missili russi.
Già nella giornata del 1 febbraio è stato colpito un autobus che stava riportando a casa un gruppo di minatori dopo il lavoro, nel distretto di Pavlohrad, vicino alla linea del fronte. Il bilancio parla di 15 morti e almeno 7 feriti. Un assalto mirato su un gruppo di lavoratori che è avvenuto dopo un ancor più meschino attacco al reparto maternità dell’ospedale di Zaporizhzhia, che aveva causato 6 feriti.

Ucraina al buio e al freddo

Ma il “grosso” dei bombardamenti è arrivato nelle ore successive, con missili e droni che hanno preso di mira la capitale Kiev e diverse altre città durante la notte tra il 2 e il 3 febbraio. Il presidente Zelensky ha parlato di “70 missili e 450 droni” che hanno colpito in particolare le infrastrutture energetiche nei “giorni più freddi dell’inverno”. In totale, circa 50 città e villaggi dell’Ucraina centrale sono rimasti senza elettricità, mentre nella capitale si parla di 1.100 edifici residenziali rimasti senza riscaldamento.
Particolarmente intensi anche i bombardamenti sulla città di Kharkiv, dove, secondo quanto dichiarato dal sindaco Terekhov, le esplosioni dei razzi “sono continuate per più di tre ore”. Si parla di 820 case senza riscaldamento, una donna di 85 anni rimasta uccisa e almeno altri 5 feriti.

Speranza nei colloqui di Abu Dhabi

In questo scenario, suonano quasi beffarde le parole del presidente USA Trump che ai giornalisti della Casa Bianca ha dichiarato: “Penso che stiamo andando molto bene con Ucraina e Russia. Lo dico per la prima volta. Credo che forse avremo delle buone notizie”.
I fatti, al momento, raccontano il contrario, ma la speranza che i prossimi colloqui portino finalmente a un accordo rimane intatta.

La speranza dei bambini dell’Ucraina è appesa a un filo

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, sono passati oltre 3 anni. In questo tempo oltre 600 bambini sono morti e oltre 2.000 sono stati feriti. Anche la speranza rischia di morire.
Ai.Bi. Amici dei Bambini con il progetto BAMBINIxLAPACE ogni giorno porta ai minori e le loro famiglie aiuto concreto, supporto psicologico e attimi di vita “normale”, in un tempo che normale non è.
Ecco perché oggi più che mai c’è bisogno del tuo aiuto: per non far spezzare il filo della speranza.