Relazioni Positive ad Affori: Edelman sceglie di esserci

Myriam Panighini racconta l’esperienza di volontariato aziendale al Centro Servizi alla Famiglia Pan di Zucchero: un’occasione di incontro, crescita reciproca e sostegno concreto a mamme e bambini

Poche settimane fa il centro servizi alla famiglia Pan di Zucchero di Affori ha ricevuto alcune visite particolari. I dipendenti di Edelman Italia, agenzia di comunicazione e relazioni pubbliche con sedi in tutto il mondo, sono entrati al centro frequentato da mamme vulnerabili con i loro bambini, nell’ambito del progetto Relazioni Positive.

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L’iniziativa è rientrata nelle attività di volontariato aziendale, che ha l’obiettivo di facilitare l’incontro, il dialogo e il mutuo aiuto tra persone, favorendo appunto relazioni positive capaci di costruire benessere per gli individui e la società. In questo caso, l’incontro con mamme che vivono o hanno attraversato momenti di difficoltà ma sono seguite da professionisti del centro, ha lasciato il segno, da entrambe le parti. Abbiamo raggiunto Myriam Panighini, Marketing Coordinator & New Business Manager e che per questa specifica attività ricopre il ruolo di Citizenship Lead di Edelman Milano.

Prima di raccontarci la vostra esperienza, può dirci come è avvenuta e come è accaduto di sentirvi in sintonia con Ai.Bi.?

Ai.Bi. era una realtà che conoscevamo già per l’impegno portato avanti da molti anni a sostegno dei bambini e delle famiglie. L’occasione per entrare in contatto in modo più diretto è nata da un progetto sviluppato per un nostro cliente, che ci ha permesso di avvicinarci al suo lavoro e di approfondirne l’approccio.
Nel confronto con il team di Ai.Bi. abbiamo riconosciuto una forte sintonia: l’attenzione ai bisogni reali delle persone, la capacità di ascolto e la volontà di costruire risposte concrete. Sono elementi molto vicini anche al modo in cui Edelman interpreta il proprio ruolo: non solo accompagnare i clienti nella comunicazione dei loro impegni, ma aiutarli a trasformarli in iniziative capaci di generare valore per la comunità.
Per questo, quando abbiamo scelto a quale realtà dedicare le ore di volontariato del nostro programma di Citizenship, aderire a Relazioni Positive, il progetto del Centro Servizi alla Famiglia Pan di Zucchero di Affori, ci è sembrato un passaggio naturale. Ci ha colpito soprattutto l’idea di costruire reti di comunità a sostegno del benessere di donne e bambini, mettendo al centro le relazioni, l’ascolto e il supporto alle famiglie.

Come si è svolta l’esperienza di volontariato?

Innanzitutto ha partecipato tutta Edelman Italia. Insieme al team del Centro Servizi alla Famiglia Pan di Zucchero abbiamo costruito l’attività partendo dalle esigenze individuate dagli operatori. Ci sembrava il modo più corretto di affrontare una giornata di volontariato: prima ascoltare, poi capire dove il nostro contributo potesse essere davvero utile.
Nel concreto, il nostro supporto si è concentrato su due ambiti. Da un lato, abbiamo affiancato alcune mamme che si rivolgono all’associazione in attività pratiche di alfabetizzazione digitale: dall’utilizzo del computer e dei portali scolastici, all’invio di email, fino al supporto nella redazione o nell’aggiornamento del curriculum vitae. Dall’altro, abbiamo coinvolto i bambini in attività ludico-educative pensate per avvicinarli in modo creativo al mondo digitale, attraverso piccoli “finti PC” costruiti in cartone, e poi al futuro, invitandoli a immaginare cosa vorranno fare da grandi.
Questo ci ha permesso non solo di offrire un aiuto concreto, ma anche di conoscere più da vicino il lavoro che il Centro svolge ogni giorno a fianco di famiglie, donne e bambini. È stata un’esperienza diversa da quelle che viviamo abitualmente e, proprio per questo, molto coinvolgente anche dal punto di vista umano.

Quali emozioni vi ha lasciato questa attività?

Quello che ci siamo portati a casa è la conferma che il tempo dedicato al volontariato, quando fa parte di un progetto costruito insieme a chi conosce davvero il territorio e le sue esigenze, può generare valore reale: per chi riceve supporto, ma anche per chi partecipa.
Sorprendente, coinvolgente, stimolante, emozionante, gioioso, toccante,
speciale, meraviglioso, formativo, umano, gratificante sono alcuni degli aggettivi utilizzati per descrivere i due pomeriggi passati presso Pan di Zucchero.

Avete custodito anche pensieri e riflessioni, a valle degli incontri: può farci qualche esempio?

Mariam una giovane collega, ha raccontato così la sua esperienza: “L’esperienza con Ai.Bi. ci ha lasciato soprattutto il valore dell’incontro. Ci siamo riconosciuti molto nei bambini che abbiamo conosciuto: nella loro voglia di far parte di una comunità, nel desiderio di imparare, ma anche nel ruolo che spesso assumono come ponti tra lingue, culture e generazioni.
Ci hanno colpito anche le mamme, nella loro volontà di integrarsi, di trovare nel lavoro una strada verso l’indipendenza e di riuscire a comunicare, pur dentro difficoltà molto concrete. Durante una delle attività, una mamma ci ha detto: “Io un po’ lo capisco quello che mi viene detto in italiano, ma non riesco a rispondere: non ho le parole, mi sento muta”.
Per chi, come Edelman, lavora ogni giorno con le parole, è stato un promemoria molto forte di quanto sapersi esprimere sia un privilegio. Poter mettere questo privilegio, anche solo per un momento, al servizio degli altri è qualcosa di cui siamo grati e orgogliosi.

Quali sono le vostre politiche di benessere aziendale e di attenzione al sociale e al territorio?

In Edelman il volontariato è parte integrante della cultura aziendale e del nostro modo di intendere la responsabilità d’impresa.
Quando Daniel J. Edelman fondò la società a Chicago, nel 1952, individuò nella Citizenship – intesa come rispetto della collettività e responsabilità civica e sociale – uno dei principi guida della crescita dell’azienda. Ancora oggi questo valore orienta il nostro impegno, sia a livello globale sia nei singoli mercati in cui operiamo.
Per noi Citizenship significa mettere tempo, competenze e risorse a disposizione delle comunità. Tutte le persone del network hanno ore dedicate ad attività di volontariato durante l’orario di lavoro; nei diversi Paesi vengono inoltre promosse iniziative locali, partnership pro bono e progetti a sostegno di organizzazioni non profit e realtà del territorio.
È un impegno che nasce da una convinzione semplice: la fiducia, il senso di appartenenza e i legami con la comunità si costruiscono attraverso azioni concrete.
Anche la comunicazione, in questa prospettiva, non è solo uno strumento per raccontare ciò che un’organizzazione fa. Può contribuire a immaginare, strutturare e far vivere iniziative capaci di produrre un impatto positivo sulle persone e sui territori.
L’esperienza con Ai.Bi. racconta bene questo modo di intendere la Citizenship. È nata da una relazione professionale e si è trasformata in un’occasione per mettere a disposizione il tempo e l’energia delle nostre persone a sostegno di un progetto che risponde a un bisogno reale.

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A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini e del Faris – Family Relationship International School, la scuola di relazioni familiari, formazione e consulenza del Gruppo Ai.Bi.