BAMBINIxLAPACE. Ucraina: come proteggiamo i nostri bambini dall’orrore della guerra… per quanto possibile

Oggi, dopo una notte di bombardamenti, per strada c’è pochissima gente. Succede quasi sempre dopo notti come questa. Quella bambina camminava come un raggio di luce, portando con sé la vita

Non c’è pace per i bambini ucraini. Non c’è pace per le loro famiglie. Immaginiamo mamme dare il bacio della “buona notte ai lori figli” pregando che quella sia una “notte buona”. Che non debbano essere svegliati di soprassalto dal rumore delle bombe o peggio ancora…

  EMERGENZA UCRAINA

Mercoledì, missili balistici e droni russi si sono abbattuti, nella notte, sulla città di Kiev e nei suoi dintorni, causando almeno 17 morti e molti feriti. Questo è solo l’ennesimo attacco realizzato con il favore del buio dalle forze militari russe.  Solo la scorsa settimana, nella notte tra mercoledì 29 e giovedì 30, un nuovo, pesante raid aveva colpito Kiev e altre città con droni e missili balistici causando morti e feriti.

Ai.Bi. Amici dei Bambini è sempre in costante contatto con il suo staff presente sul territorio. Proprio alcuni giorni fa, una nostra referente aveva scelto di condividere con noi il pensiero di una delle più famose psicologhe ucraine che dedica il suo operato ai bambini.

Parla della luce che portano i più piccoli anche quando tutto attorno rimangono solo macerie. Racconta dell’impegno delle famiglie a proteggere la vita dei loro figli, a sostenere la loro infanzia di giorno e soprattutto di notte, quando il rumore delle bombe squarcia il silenzio dei loro sogni. E parla di un fatto sul quale non riflettiamo forse abbastanza: i bambini ucraini, quelli più piccini, sono cresciuti senza conoscere “un tempo senza guerra”.

Come proteggiamo i nostri bambini dall’orrore della guerra… per quanto possibile

“Per la prima volta dopo tanto tempo sono uscita a fare una passeggiata per il paese. Veniva verso di noi una donna con una bambina di circa due anni, vestita con un abitino di pizzo. La piccola mandava baci volanti a tutto ciò che vedeva: a una farfalla, a una lumaca, ai fiori, a noi con mia figlia, al gatto che passava lì accanto. Era una scena così dolce e così sincera.

Il suo vestitino, di delicato pizzo, sembrava una ragnatela: elegante, quasi insolito per una strada di campagna. E lei appariva come una piccola principessa: luminosa, felice, spensierata. Soprattutto se confrontata con il volto stanco della donna che camminava al suo fianco.

Oggi, dopo una notte di bombardamenti, per strada c’è pochissima gente. Succede quasi sempre dopo notti come questa. Il paese sembra fermarsi, come se cercasse di riprendersi.

Sono certa che chiunque la vedesse non potesse fare a meno di sorridere. Quella bambina camminava come un raggio di luce, portando con sé la vita.

Ogni notte proteggiamo il sonno dei nostri figli

Pensavo a come, ogni notte, proteggiamo il sonno dei nostri figli. Cerchiamo i luoghi più sicuri, li copriamo con il nostro corpo. E le parole: “Sono qui con te. Va tutto bene” sono ormai diventate automatiche, quasi un incantesimo. Queste piccole “principesse” non conoscono un tempo senza guerra.

Questa settimana mi hanno chiesto di scrivere un articolo su come parlare della guerra ai bambini. E io ho risposto: “Perché? Esistono ancora bambini che non la conoscono?”. Per i più piccoli la guerra è ormai diventata parte di una normalità che normale non è.

La bambina ha proseguito il suo cammino, continuando a mandare baci a tutto ciò che incontrava. Per me è stata una grande consolazione. Dopo una notte di bombardamenti, quella bambina continuava a credere che il mondo fosse un luogo amico, continuava ad accoglierlo e ad aprirsi ad esso con fiducia. La vita, dentro di lei e per lei, continuava a vincere.

Il mondo continua a essere vivo, nonostante la guerra. Forse perché in esso esistono ancora la fiducia e la cura gli uni per gli altri.

A cura degli espatriati e del personale di Ai.Bi. Amici dei Bambini nel Paese.
Ai.Bi. è presente in Ucraina dal 1999.

La speranza dei bambini dell’Ucraina è appesa a un filo

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, sono passati oltre 4 anni. In questo tempo oltre 700 bambini sono morti e quasi 3.000 sono stati feriti. Anche la speranza rischia di morire.

Ai.Bi. Amici dei Bambini con il progetto BAMBINIxLAPACE ogni giorno porta ai minori e le loro famiglie aiuto concreto, supporto psicologico e attimi di vita “normale”, in un tempo che normale non è.

Ecco perché oggi più che mai c’è bisogno del tuo aiuto: per non far spezzare il filo della speranza.

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