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La Siria dopo Aleppo. Migliaia di famiglie lasciano le loro case a mani vuote: “I nostri bambini muoiono di fame”. Ai.Bi. è con loro: distribuiti 133mila chili di cibo a 2mila persone

Giovedì 2 marzo, gli operatori di Ai.Bi. in Siria, insieme a quelli del partner locale Shafak, hanno concluso la quinta distribuzione di ceste alimentari a favore di 429 famiglie della città e della regione di Aleppo, per un totale di oltre 130mila chili di cibo. Prosegue quindi l’intervento di Ai.Bi. in una crisi umanitaria senza precedenti come quella siriana.

Come vivono i figli dei profughi nelle strutture di accoglienza? Miracle, solo 5 anni, ma già “professore” di italiano

Miracle ha 5 anni, ha attraversato il deserto e il mare ed è sbarcato con la sua mamma sulle coste italiane. Insieme sono stati accolti da Ai.Bi. in una delle sue strutture di accoglienza per famiglie di migranti con figli. In poco più di un anno, mentre lei superava i traumi patiti durante il viaggio, lui si integrava perfettamente nella nuova realtà, fino a diventare un punto di riferimento per gli altri bambini. Tutto questo grazie ai sostenitori della campagna Bambini in Alto Mare che supportano il lavoro dei nostri operatori e volontari.

Morgex (Ao), martedì 7 marzo. L’educazione dei ragazzi di oggi? Missione solo dei genitori o compito di tutti?

Ognuno ha il potere di operare su sé stesso un cambiamento costruttivo per essere un educatore consapevole. Da questo presupposto partirà la riflessione che, martedì 7 marzo a Morgex (Ao), la psicologa e formatrice Tiziana Celli proporrà a tutti coloro che vorranno partecipare all’incontro “Chi educa oggi questi ragazzi? Anch’io! Anche noi!”, organizzato dall’associazione A.G.A.p.e., aderente al Care.

Torino, tutto pronto per una grande serata di musica e solidarietà: Amedeo Minghi in concerto per i bambini siriani

Amedeo Minghi con l’assessore al Welfare del Comune di Torino Sonia Schellino e il coordinatore regionale di Ai.Bi. in Piemonte Sergio Bertoldo alla presentazione della tappa torinese del tour nazionale “La bussola e il cuore” del cantautore romano. Il concerto spettacolo, che andrà in scena lunedì 6 marzo al Teatro Colosseo, sarà un grande dono dell’artista romano capace di coniugare musica e solidarietà. L’evento sosterrà infatti la costruzione del nuovo ospedale pediatrico di Ai.Bi. in Siria nell’ambito del progetto Non lasciamoli soli.

Milano. Con Aldini e Ai.Bi. i campioni dello sport diventano eroi di solidarietà. Al via il XIII torneo “Amici dei Bambini”: ogni gol sarà un mattone del nuovo ospedale pediatrico in Siria

Giovedì 2 marzo a Milano sono stati consegnati i premi “Amico dei bambini… Un esempio per loro”, istituito dall’Us Aldini con Ai.Bi. e dedicato ai protagonisti del calcio italiano che si sono distinti come modelli di riferimento per i campioni in erba. Nel corso della serata è stato presentato il XIII torneo “Amici dei Bambini” che, dal 12 aprile all’11 giugno, sosterrà il progetto Non lasciamoli soli di Ai.Bi. in Siria e in particolare la costruzione di un nuovo ospedale pediatrico.

Usa, adottata anche se non ha gambe e braccia. Adozione internazionale è anche questo, contro ogni tentativo di infangarla

Maria è una bambina filippina nata senza braccia e senza gambe. A 6 mesi è stata abbandonata in un istituto. Oggi ha 3 anni e vive negli Usa dove è stata adottata da una famiglia capace di andare oltre ogni ostacolo e di mettere l’amore per lei davanti a ogni cosa. È questo il vero spirito dell’adozione internazionale che andrebbe incoraggiato. Invece sempre più spesso assistiamo a una feroce campagna mediatica di distruzione dell’adozione internazionale.

Marocco. Un’adozione a distanza è per sempre. Anche quando la tua “mamma lontana” decide di continuare a seguirti solo con il cuore

Rachid è stato abbandonato da sua madre quando era ancora molto piccolo e ha trovato accoglienza nel centro Sidi Bernoussi di Casablanca, sostenuto da Ai.Bi. Non ha conosciuto davvero che cosa fosse l’amore fino all’incontro con la sua mamma lontana: una donna italiana che ha deciso di adottarlo a distanza e per 10 anni lo ha sostenuto nelle complesse fasi della sua crescita. Poi l’adozione a distanza è terminata, ma non il rapporto di affetto che si era creato e che è diventato indissolubile.