Lasciti solidali e polizze vita: come costruire il futuro dei bambini abbandonati

Da un convegno a Milano emerge una crescente attenzione verso testamenti solidali e assicurazioni sulla vita come strumenti concreti per sostenere i bambini e le famiglie fragili

Qual è l’eredità che vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi? È una domanda profonda, che interroga la nostra coscienza di adulti e il nostro senso di responsabilità verso le nuove generazioni. Spesso si tende a pensare che il futuro si costruisca solo giorno per giorno, ma esiste una forma di solidarietà capace di andare oltre il tempo: il lascito testamentario. Un gesto che sta diventando un pilastro fondamentale per il Terzo Settore e per la sostenibilità di progetti di accoglienza, cura e inclusione sociale.
Proprio per fare chiarezza su questo tema, a Milano, presso il Salone Valente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, si è tenuto il convegno Un’eredità di valori. Strategie, dati e buone pratiche sui lasciti solidali, promosso da EUconsult Italia, associazione di consulenti e professionisti di enti del terzo settore, con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato. L’incontro ha offerto una fotografia nitida di come gli italiani si stiano avvicinando a questo strumento, tra il desiderio di rendersi utili e le comprensibili incertezze dettate dal momento storico.

Un trend in crescita nel Terzo Settore, ma frena la propensione individuale

I dati della ricerca condotta dall’Istituto Walden Lab – presentati dal presidente Paolo Anselmi – evidenziano un paradosso specchio dei nostri tempi. Se da un lato le organizzazioni non profit hanno registrato una chiara tendenza positiva negli ultimi cinque anni (tra il 2020 e il 2024 la percentuale di enti che hanno ricevuto almeno un lascito è balzata dal 61% al 77%), dall’altro la propensione dei singoli cittadini mostra una leggera battuta d’arresto.
Il senso di precarietà legato a crisi globali, conflitti e incertezze economiche ha fatto scendere la propensione a fare testamento dal 18% al 15%. Molti italiani temono che destinare una parte dei propri beni alla solidarietà possa in qualche modo “sottrarre risorse” alla sicurezza dei propri figli o nipoti. Inoltre, resiste il pregiudizio secondo cui i lasciti siano una prerogativa esclusiva dei grandi patrimoni.

Sfatare i falsi miti

Si tratta, tuttavia, di timori infondati che rischiano di frenare una catena di solidarietà preziosa. Come ha ricordato Flavia Fiocchi, Consigliere nazionale del Notariato con delega al Sociale, “la legge italiana tutela rigorosamente la quota legittima degli eredi”. Questo significa che il lascito solidale attinge esclusivamente alla “quota disponibile” del patrimonio, senza intaccare i diritti dei familiari più stretti.
Ma il dato più importante è un altro: non serve essere ricchi per fare la differenza. Anche una piccola somma, un oggetto o un bene mobile può trasformarsi in un aiuto concreto. Per una realtà che si occupa di infanzia vulnerabile, un lascito – per la grande maggioranza dei casi “libero” e non vincolato a singoli progetti, segno di un’immensa fiducia nell’operato degli enti – significa poter pianificare interventi a lungo termine. Significa garantire un tetto a un bambino abbandonato, sostenere percorsi terapeutici, combattere la povertà educativa e offrire opportunità di riscatto a chi non ha una famiglia.
Nonostante le frenate congiunturali, lo sguardo sul futuro resta positivo, a quanto è emerso dalle relazioni al convegno. Negli ultimi dodici anni la conoscenza del testamento solidale in Italia è cresciuta di ben 30 punti percentuali, passando dal 52% all’82%. C’è una nuova generazione di anziani e adulti che è più informata, ha una forte familiarità con il mondo del volontariato e desidera che i propri valori continuino a vivere attraverso azioni concrete.

Un’assicurazione come lascito

Anche Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS negli anni ha potuto toccare con mano quanto un gesto di solidarietà possa trasformarsi in futuro concreto per tanti bambini e famiglie.
Alcune persone, infatti, hanno scelto di sottoscrivere una polizza di assicurazione sulla vita indicando Ai.Bi. come beneficiario, destinando così una parte del proprio patrimonio a favore dei minori in difficoltà.
Una scelta semplice, che non sostituisce l’eredità destinata ai propri cari ma che consente di lasciare un segno tangibile di attenzione e responsabilità sociale. Grazie a queste decisioni, è stato possibile sostenere progetti di accoglienza, supporto psicologico e aiuto alle famiglie fragili, offrendo nuove opportunità a bambini che hanno conosciuto l’abbandono e la solitudine.

Domande e informazioni sui lasciti solidali

Per ulteriori informazioni sui lasciti è possibile consultare la pagina dedicata del sito di Ai.Bi., scrivere alla mail lasciti@aibi.it chiamare il numero 02.98822332.