Repubblica Democratica del Congo. Tra occupazione armata e la minaccia di Ebola

Prosegue l’emergenza Ebola in RDC. Oltre 300 i casi e 48 i decessi confermati. A Goma, dove ci sono gli orfanotrofi di Ai.Bi. per ora si è verificato un solo caso, ma l’attenzione è massima e prosegue l’implementazione delle misure di prevenzione

Prosegue l’emergenza Ebola in Uganda e Repubblica Democratica del Congo. L’ultimo aggiornamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in data 2 giugno, segnala per la RDC 321 casi confermati e 116 casi sospetti, con 48 decessi confermati e oltre 240 decessi sospetti, mentre in Uganda 9 casi, un decesso e un caso sospetto.

Strade chiuse

I casi sono quasi tutti nella provincia dell’Ituri, il cui capoluogo, Bunia, dista oltre 500 km da Goma, la città dove hanno sede gli orfanotrofi seguiti da Ai.Bi. Amici dei Bambini. A oggi, c’è stato un solo caso confermato a Goma, di una signora proveniente proprio da Bunia che è guarita ed è stata dimessa.
Il cooperante di Ai.Bi. che si trova a Goma racconta che al momento tutte le strade di collegamento con il nord (dove si trova l’Ituri) sono chiuse e nessuno può arrivare a Goma, “anche se in realtà non è così difficile fare dei sentieri lontano dalle strade principali e sicuramente qualcuno arriva ugualmente”. Lo stesso succede per la frontiera col Rwanda, formalmente chiusa.

Il virus che “non esiste”

In Ituri la situazione è caotica, nella provincia c’è un’insicurezza grave, mancano test di laboratorio e diagnostica e le persone sono malfidenti, ci sono stati molteplici attacchi contro i centri di trattamento per l’ebola e gli ospedali in cui vengono curati pazienti con casi sospetti o confermati. Il problema principale è che la gente del luogo non crede all’esistenza di ebola e non accetta le misure di protezione, una su tutte il divieto di tenere i corpi di familiari deceduti in casa. Ma il periodo di lutto di alcuni giorni prima del funerale, con le carezze date al defunto come ultimo saluto, è il momento in cui il virus è più contagioso.
Questo atteggiamento diffidente non è una novità, lo stesso era accaduto anche nella precedente epidemia di ebola con epicentro Katwa/Butembo.
Molti credono che l’Ebola, semplicemente, non esista, e che sia una malattia inventata dagli occidentali per poter mettere le mani sui corpi delle persone decedute per portare avanti attività di traffico di organi.

La prevenzione negli orfanotrofi di Goma

I bambini accolti presso gli orfanotrofi FED e Sodas hanno chiaramente paura: l’equipe di psicologi in questi giorni svolge delle visite di supporto/ascolto per i bambini e gli operatori, mentre il medico ha fatto delle sessioni informative su ebola sia ai bambini, per rasserenarli, sia agli operatori per approfondire la conoscenza del virus, i sui sintomi, le modalità di trasmissione e le misure di prevenzione. I partecipanti sono stati incoraggiati a promuovere buone pratiche igieniche e a collaborare con le strutture sanitarie in caso di allerta.

Proseguono le attività

Le scuole sono aperte e in questo periodo stanno iniziando gli esami di fine anno che vengono svolti per tutte le classi. I bambini di FED e Sodas frequentano regolarmente.
“L’unico dubbio che abbiamo  – racconta il cooperante di Ai.Bi. – riguarda la correzione degli esami per chi è all’ultimo anno di scuola primaria o secondaria. I test, infatti, vengono spediti in modo anonimo a Kinshasa per la correzione e la valutazione. Già lo scorso anno è stato complicato, ma almeno ci si poteva muovere e i ribelli dell’M23 avevano garantito il passaggio, quest’anno nessuno ha idea, al momento, di come potranno essere inviati”.
Emblematiche le parole con cui si chiude l’aggiornamento mandato da Goma: “Si vive con una parvenza di normalità, tra occupazione armata e minaccia di virus. Tutto un po’ assurdo…”

Il tuo aiuto per l’emergenza Ebola in RDC

In questo scenario, come raccontato, continuano gli interventi per garantire la prevenzione dal contagio di Ebola e, nel contempo, per portare avanti in sicurezza le normali attività per i minori degli orfanotrofi, prima di tutto la scuola.
Le necessità sono tante e ogni giorno bisogna essere pronti ad affrontare eventuali emergenze che possono presentarsi su tutti i fronti. Per questo Ai.Bi. Amici dei Bambini ha lanciato una raccolta fondi dedicata all’emergenza Ebola in Repubblica Democratica del Congo. Oggi più che mai, c’è bisogno dell’aiuto di tutti.