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Maria Novella De Luca: Le adozioni internazionali dovrebbero essere oggi materia di dicasteri forti, come gli Esteri.

Qual è la differenza tra ieri e oggi, tra quelle stagioni in cui in Italia entravano migliaia di bambini l’anno, e la grande crisi attuale delle adozioni internazionali? Per Maria Novella De Luca, giornalista de La Repubblica (di cui riportiamo l’editoriale “Senza certezze crisi inevitabile” )  si riassume in una parola su tutte: fiducia.

A renderli “speciali” è il numero: fratellini!

Ciao a tutti, mi sono stati segnalati due gruppi di fratellini speciali. Due sorelline di 10 e 11 anni in Colombia, stanno benissimo e sono speciali solo per l’età.
Un gruppo di tre fratellini in Federazione Russa, stanno benissimo e sono speciali …. per il loro numero: tre!

 

Campagna “Adottaunragazzo”: Viola la dignità della persona trattandola come un oggetto da acquistare”

Trovare il compagno giusto? Lo si sceglie facendo shopping a distanza: lo si vede sul catalogo del supermercato online e, se piace, lo si contatta. L’idea arriva da AdottaUnRagazzo, portale nato in Francia (‘AdopteUnMec’)…ma si becca l’ingiunzione dell’Istituto dell’Autodisciplina pubblicitaria “Viola la dignità delle persone”.

Bambino venduto come merce. “Eppure basterebbe poco per evitare vergogne simili: approvare finalmente la riforma delle adozioni internazionali”

In assenza dello Stato, arriva il “para-Stato”. In assenza della legalità, arriva l’illegalità. La regola sembra essere, purtroppo, sempre la stessa. Laddove le istituzioni latitano, non assistono, proteggono e garantiscono i cittadini, questi (non a ragione) spinti dalla disperazione cercano risposte ai propri bisogni nell’ “assenza delle regole”.

Nepal. Con la magia di una fiaba Parbati racconta l’adozione a chi non crede che la sua mamma sia “vera”

“La tua mamma è finta, la mia è vera”. Se lo sentiva dire spesso Parbati, una bambina nepalese adottata in Italia, durante i suoi primi anni di scuola, quando frequentava un istituto internazionale di Como. A quella provocazione lei non rispondeva. “Cosa dovevo dire – ragionava –? Chi me lo diceva aveva semplicemente torto e per me era del tutto evidente”.