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Sostenere l’adozione: già 270 mila persone hanno seminato il loro “Chicco di felicità” per un bambino abbandonato

Mamme, papà, figli, nonni, zie, cugini, innamorati, amici del cuore… avete 140 caratteri per dire al mondo intero cos’è per voi la felicità. Pedro, papà adottivo scrive: “Non importa dove nasci, da dove provieni. Felicità è arrivare, finalmente, a casa dalla tua famiglia”.Per Beatrice, ormai mamma, felicità è “Sapere che i miei ricordi d’infanzia (non) sono in buone mani”, ma la frase non basta e allora lei posta il pensiero insieme alla foto di un dolcissimo triciclo con un vecchio peluche, il suo messo nel ‘portabagaglio’ da suo figlio. I più tecnologici possono abbinare alla frase persino un video.

“Se non vivi almeno un giorno in una casa-famiglia, non sai cosa voglia dire avere ‘fame di mamma’”

Una grande casa, dove un bambino può crescere con una famiglia che lo accoglie e lo accompagna per il tempo necessario, finché non potrà tornare a vivere con i suoi genitori. Una struttura di pronto intervento, concreto e affettivo, dove la porta si apre a quei minori che, dall’accoglienza residenziale all’assistenza diurna, hanno bisogno di un aiuto, perché la loro famiglia d’origine è fragile, in difficoltà.

Il grido dell’ abbandono: “Che mi sia resa giustizia!”

Quando l’attesa pare interminabile, la speranza si affievolisce, fino a esaurirsi. Questa consapevolezza deve spingerci ad ascoltare ancora di più il dolore del bambino abbandonato che, mentre attende chi gli restituisca la dignità filiale, lancia con tutte le sue forze il suo grido di aiuto e di giustizia.