Senza scuola e senza lavoro. Costruire fiducia per riaccendere il futuro

Il ruolo di Ai.Bi. a San Giuliano Milanese contro l’isolamento dei giovani e il fenomeno NEET, in un progetto di inclusione sociale nato da una partnership strategica con la Fondazione Clerici

In un mondo che tende a trovare etichette per qualsiasi cosa, negli ultimi anni si legge sempre più di frequente la sigla NEET riferita a una certa categoria di persone. Sono i giovani che ragazzi che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi formativi (not in education employment training).
Come sempre capita, però, bisogna stare attenti, perché dietro a una sigla fredda si nascondono storie fatte di fragilità relazionali, abbandono o complessi contesti familiari.

Insieme per educare il domani

Proprio per non lasciare nessuno indietro nel territorio di Melegnano e San Giuliano Milanese, Ai.Bi. è partner strategico di Fondazione Clerici per un nuovo e importante progetto di inclusione, con l’obiettivo di affiancare ragazze e ragazzi, aiutandoli a ritrovare la motivazione e la fiducia nelle proprie capacità.
Perché per ripartire, a volte, serve solo qualcuno che sappia ascoltare, comprendere, accompagnare: Ai.Bi sarà quindi parte di un task force che punta a intercettare almeno 50 giovani NEET sul territorio.

Intercettare i bisogni dove nascono

La prima sfida del progetto è tanto semplice quanto fondamentale: andare a cercare i ragazzi laddove vivono la loro quotidianità. Nella fase iniziale delle attività, Ai.Bi. opererà direttamente nei luoghi di aggregazione – sia formali sia informali – frequentati dai giovani sul territorio, andando a individuare quelli più bisognosi di sostegno.
“Grazie alla presenza costante di un operatore o operatrice di prossimità, l’obiettivo sarà quello di avvicinare i ragazzi più fragili in modo naturale e spontaneo – dice Roberto Cerutti, responsabile sviluppo Area Italia di Amici dei Bambini – Non si tratterà di un approccio istituzionale, ma della costruzione di una relazione di fiducia autentica, un ponte essenziale per favorire l’accesso dei giovani a tutte le opportunità di orientamento e crescita offerte dal progetto”.

Accompagnamento e motivazione: un percorso su misura verso l’autonomia

Una volta agganciati e motivati, i ragazzi non verranno lasciati soli. Nella fase successiva, Ai.Bi. – in stretta sinergia con la Cooperativa AIBC – realizzerà attività di accompagnamento sia individuale sia di gruppo. Saranno strutturati veri e propri percorsi formativi focalizzati sullo sviluppo delle competenze trasversali (le cosiddette soft skills), fondamentali per affacciarsi con sicurezza nel mondo degli adulti e del lavoro.
Il vero valore aggiunto di questa azione sarà il supporto di una figura specializzata nell’accompagnamento motivazionale. Questo professionista lavorerà nello specifico sulle fragilità sociali ed educative dei giovani, stimolando la loro resilienza e aiutandoli a riscoprire i propri talenti e desideri.
“Allo stesso tempo, AIBC svolgerà un ruolo prezioso all’interno delle proprie comunità educative – aggiunge Roberto Cerutti – individuando e coinvolgendo attivamente i ragazzi e le giovani mamme accolte, sostenendo la loro partecipazione e offrendo loro una concreta occasione di riscatto e inclusione”.

L’esperienza di Ai.Bi.: una bussola per i giovani fragili

Questo intervento sul territorio non nasce dal nulla, ma poggia sulle solide radici dell’esperienza che Amici dei Bambini ha maturato nel corso degli anni. Accompagnare gli adolescenti e i giovani adulti che vivono situazioni di forte vulnerabilità è da sempre nel DNA dell’associazione.
L’esperienza accumulata nel sostegno ai percorsi di autonomia, all’orientamento e all’inclusione sociale di ragazzi con alle spalle storie di abbandono o esclusione sociale rappresenta oggi una garanzia. Con questo progetto, Ai.Bi. mette ancora una volta le proprie competenze al servizio della comunità, convinta che ogni ragazzo meriti l’opportunità di riprendere in mano il timone della propria vita.

Il progetto Educare il Domani

L’iniziativa mira a contrastare la povertà educativa, l’esclusione sociale e l’indigenza sostenendo le comunità educative per adolescenti e i centri di aiuto alla famiglia “Pan di Zucchero”, ideati da Ai.Bi. oltre 10 anni fa per essere vicina ai bisogni di bambini, ragazzi e famiglie sul territorio.
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