Emergenza Ebola. Superate le 500 vittime in Repubblica Democratica del Congo

Prosegue l’epidemia di Ebola, con il suo drammatico tasso di letalità del 32%. Epicentro la provincia dell’Ituri, mentre si cerca di tenere isolata la zona di Goma. Ripaerta la frontiera con il Rwanda

Non accenna a rientrare l’epidemia di Ebola che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo, in special modo nella provincia dell’Ituri, che si trova nell’estremo Nord Est del Paese.
Se l’ultimo conteggio del mese di giugno riferiva di 200 vittime e poco meno di 900 contagi, l’ultimo aggiornamento del ministero della Salute ha confermato che i casi accertati hanno superato quota 1.500 e che i morti sono 506, per un tasso di letalità di circa il 32%. Per avere un immediato confronto che faccia capire la drammaticità della situazione, basti pensare che il tasso globale di letalità del Covid-19 è stato stimato attorno allo 0,6% e che anche nella fase iniziale peggiore, per quanto riguardava la letalità ospedaliera, la percentuale è stata stimata al 12,8%.

La sperimentazione di un vaccino

Come abbiamo già raccontato, il contenimento del virus è reso particolarmente complicato dalle resistenze della popolazione e dai conflitti armati che insistono nella zona, con i continui sfollamenti di migliaia di persone che rendono difficilissimo ricostruire la catena dei contagi.
Una possibile buona notizie arriva dal fatto che, per la prima volta, è stata avviata una sperimentazione clinica, sostenuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per una vaccinazione specifica per il ceppo Bundibugyo del virus Ebola, quello responsabile dell’attuale epidemia e per il quale, a oggi, non esiste una specifica cura.

Migliora la situazione a Goma

Per quanto riguarda la situazione nella zona di Goma, dove si trovano gli orfanotrofi con i quali collabora Ai.Bi. Amici dei Bambini, la situazione è più sotto controllo e nell’ultimo periodo non ci sono stati nuovi casi sospetti o presunti contatti: la zona epicentro dell’epidemia è di fatto isolata e sono stati vietati i movimenti all’interno della provincia per limitare il rischio di contagio. Dall’inizio di luglio il Rwanda ha riaperto la frontiera, dopo 47 giorni, prima limitatamente ai commercianti e chi va in banca, successivamente a tutti, senza restrizioni.

Allarme sempre elevato

Purtroppo alcuni casi sono stati riscontrati nelle 2 provincie vicine all’Ituri, Haut Huelé e Tshopo: se l’infezione dovesse malauguratamente diffondersi in quest’ultima sarebbe veramente grave, perché qui c’è l’enorme città di Kisangani, dove inizia il fiume Congo, navigabile e con importanti collegamenti verso ovest.

A cura degli espatriati e dei referenti di Ai.Bi. presenti nel Paese. 
Amici dei Bambini opera in Repubblica Democratica del Congo dal 2008.

Gli interventi negli orfanotrofi

Grazie all’utilizzo di alcuni fondi messi a disposizione dall’ufficio locale di Ai.Bi., gli orfanotrofi si sono subito dotati dei dispositivi e delle precauzioni necessarie. Sono stati acquistati kit per il rinforzo dell’igiene obbligatoria e per lo screening, comprensivi di termo-flash per il controllo della temperatura, punti di lavaggio mani con sapone liquido disinfettante, gel idro-alcoolico in piccolo e grande formato, mascherine, guanti e camici.
L’attenzione resta massima e la situazione è in costante evoluzione.
Per far fronte a tutte le esigenze, Amici dei Bambini ha attivato anche una raccolta fondi, interamente destinata alla prevenzione e alla cura dell’igiene negli orfanotrofi di Goma con i quali collabora.

[foto in paertura © EU Civil Protection and Humanitarian Aid – via Flickr]