Emergenza abbandono in Africa: oltre 1000 bambini “invisibili” hanno bisogno di te

Nove orfanotrofi in 4 Paesi, per aiutare oltre 1000 bambine e bambini. Sono questi i “numeri” del progetto “Adotta a distanza i bambini di un orfanotrofio” in Africa. Che ha bisogno dell’aiuto di tutti per garantire a sempre più minori cibo, salute, sicurezza e… un futuro possibile

Quanti sono i bambini abbandonati?
Quante volte ci siamo posti questa domanda, vedendo con gli occhi dei cooperanti e dei rappresentanti di Ai.Bi. Amici dei Bambini nei vari Paesi la quantità di minori in attesa di una famiglia, o anche solo di un possibile futuro, nelle stanze spoglie di un orfanotrofio.
Soprattutto in Africa, dove il grido di abbandono risuona forte più che mai.

L’emergenza abbandono in Africa

Numeri non ce ne sono, anche se una ricerca di Unicef del 2024 stimava in 150 milioni il numero di bambini sotto i 5 anni mai registrati alla nascita, sottolineando come oltre il 50% di loro, ovvero circa 90 milioni, fossero nell’Africa sub-sahariana.
Nasce da questa presa di coscienza e dalla diretta esperienza di tanti anni di lavoro nel continente, il progetto Africa Emergenza Abbandono, che proprio per quei bambini “invisibili”è pensato!
Fulcro dell’iniziativa sono le attività portate avanti direttamente negli orfanotrofi con i quali Amici dei Bambini collabora: dal Marocco al Ghana, dalla Repubblica Democratica del Congo al Kenya, sono più di mille i minori che ogni giorno ricevono cura e assistenza, attraverso la distribuzione di cibo, acqua, beni di prima necessità, materiale scolastico, giochi; garantendo la prevenzione e la cura a livello sanitario e offrendo supporto psicologico laddove necessario.

Emergenza e ricerca delle famiglie

Grazie alla presenza in loco, inoltre, Ai.Bi. è in grado di intervenire tempestivamente in situazioni di particolare emergenza (il terremoto in Marocco e la guerra in Repubblica Democratica del Congo sono solo due degli esempi più recenti), portando un aiuto immediato.
Altra attività fondamentale, anche se meno conosciuta, è quella che vede gli operatori impegnati nelle indagini familiari sui bambini abbandonati, uno strumento indispensabile per poter fornire loro il certificato di nascita di cui spesso sono privi e rintracciare i nuclei familiari d’origine per capire se sia possibile un reinserimento dei bambini al loro interno.

Un esercito silenzioso si oltre 1000 bambine e bambini

Queste attività sono possibili grazie al progetto “Adotta a Distanza i bambini di un orfanotrofio”, attivo in 9 istituti dell’Africa.
In Marocco, con gli orfanotrofi Akkari, nella città di Salé, e APA, a Rabat, in cui sono presenti, rispettivamente, 188 e 160 minori. In Repubblica Democratica del Congo, con gli istituti Sodas (40 minori), FED (85 minori) e Lumiere du Monde (79 minori), tutti nella zona di Goma, particolarmente colpita dalla guerra civile in corso da anni e, oggi, anche dal pericolo del virus Ebola.
In Kenya, i centri sono il Sancare, con 345 minori, lo Shelter Children’s Home, nella Contea di Kajiado, con  140 minori, la Sancare Preparatory School, nella baraccopoli di Mathare, a Huruma, uno dei quartieri più difficili di Nairobi, con 345 minori, il Vijiji Home of Light, a Isinya, zona rurale in terra Masai, con 33 minori.
Infine in Ghana, a circa un’ora di strada dalla capitale Accra, il Royal Seed Home, in cui sono presenti 70 minori.

Come partecipare al progetto “Adotta a Distanza i Bamibini di un orfanotrofio”

Se vuoi contribuire a tenere accesa la speranza delle bambine e dei bambini di questi nove istituti dell’Africa, puoi aderire al progetto Sostieni a Distanza i bambini di un orfanotrofio”. Potrai ricevere periodiche notizie e informazioni su di loro, le loro attività e i loro progressi.
Con meno di un euro al giorno puoi garantire ai bambini cibo, beni di prima necessità, la sicurezza di poter andare a scuola e tutto il supporto di cui hanno bisogno per vivere davvero la loro infanzia e adolescenza, sognando un futuro di serenità e pieno di possibilità.

A cura del team Adozione a Distanza di Ai.Bi.
Anche questi progetti fanno parte della campagna “Africa Emergenza Abbandono”