Sostegno a Distanza

Storie di Sostegno a Distanza

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Dalla riabilitazione al ritorno in casa. Con il programma di orientamento i ragazzi tornano dalle famiglie

I ragazzi del Centro di prima accoglienza procedono bene con il processo di riabilitazione e la maggior parte di loro si è già stabilizzata: seguono con  passione e determinazione il programma quotidiano del Centro. Un gruppo è già stato identificato per il progetto dei “conigli”: loro compito è assicurarsi che vivano in un ambiente pulito e ricevano da mangiare regolarmente.  Un altro gruppo ha, invece, preparato le porzioni dell’orto pronte per piantare qualche verdura.

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Vieni ed apri le tue braccia! Accogli il grido di Natalia!

Natalia è una adolescente di 13 anni che a poco a poco ha migliorato il suo rendimento scolastico. Dopo tanto sforzo oramai si dimostra più brava e diligente con gli studi, fatto che viene riconosciuto dai suoi professori. Tuttavia, Natalia è cosciente che tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’appoggio dei suoi tutor e di suo fratello maggiore Esteban, che ogni fine settimana le fa visita e passa insieme a lei dei momenti lieti.

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Ma che belli i nostri ometti!!

Anche l’ultima bambina del Centro di Xi’An ha preso il volo e ha cominciato la sua nuova vita come figlia di due amorevoli genitori in una famiglia già ricca di bambini. La piccola avrà da che divertirsi con le sue sorelle e i suoi fratelli. Ed intanto nel Centro sono rimasti in quattro.

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“Ho riabbracciato la mia mamma dopo 10 anni: ho riconosciuto il suo profumo! “

Sono passati più di 10 anni da quando mia madre ha lasciato me e i miei fratelli in un orfantrofio di Rabat. Ricordo perfettamente il dolore che provava ma soprattutto quello mio e dei miei fratelli più piccoli, perché non volevamo separarci da lei.  Ma dopo tutti questi anni, la nostra mamma é tornata a trovarci… é stata l’emozione più grande della mia vita e di quella dei miei fratelli.Quando l’ho rivista ho riconosciuto il suo sguardo, i suoi occhi, nonostante sia tanto invecchiata…e quando ci siamo abbracciati ho riconosciuto il suo profumo!!!

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Il dramma di Juan: tre anni e due abbandoni.

A tre anni Juan ha sulle spalle due abbandoni. Prima il padre s’è andato via di casa, con il pretesto di voler cercare un lavoro migliore. Da due anni dell’uomo non si hanno più notizie. Poi sua madre, che era il vero punto di riferimento per il bimbo, ha perso la vista e avendo due figli a cui badare, ha richiesto agli assistenti sociali di aiutarla, collocando il più piccolo dei due figli in un Centro per minori.

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Natalia. “Voglio una vita diversa da quella di mia madre: che senso ha mettere al mondo i figli e poi non vederli mai?”

Natalia ha 13 anni, e nel Centro Posada de Belén è una delle ragazze più carismatiche. Quest’anno a scuola ha fatto molti progressi, impressionando non poco i suoi professori e gli educatori.  I suoi pilastri sono gli educatori del centro e soprattutto suo fratello maggiore, Esteban, che ogni fine settimana le fa visita e passa insieme a lei tanti momenti lieti. Entrambi cercano di recuperare l’affettività che hanno potuto vivere da piccoli.

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Gli auguri speciali…a distanza: “Buon compleanno: benvenuto nel mondo dei grandi. Non smettere mai di lottare”

Questa é la lettera di una sostenitrice molto affezionata al “suo” ragazzo, ospite del Centro e che danni aiuta e supporta con il sostegno a distanza: qualche giorno fa ha compiuto 18 anni…e la mamma a “distanza” non si è dimenticata di lui… “Ciao Z, oggi per te è una data importante compi i famosi 18 anni, quelli della maturità, quelli che ti consentono di sentirti adulto e ti danno diritti e doveri… Mi fa piacere che da circa 6 anni sei cresciuto anche con un po’ del nostro aiuto, anche se dobbiamo ringraziare chi ogni giorno ti è vicino, i tuoi educatori che ti hanno cresciuto con affetto e coi “no” importanti della vita.

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Non hanno più quella biologica e aspettano quella adottiva: per loro ci sono le mamme “sociali”

Nel giorno della Festa della mamma abbiamo voluto rendere omaggio alle ragazze delle Case di Accoglimento Istituzionale che si dedicano ai bambini ospiti del centro. Prendersi cura quotidianamente di loro, educare bambini che vivono in istituto si é rivelata come una delle professioni speciali, “Mamma sociale”, perché non basta il sapere tecnico, é necessario molto di più, coltivare valori e offrire affetto e attenzione in modo collettivo, collaborare nella ‘transizione’ tra istituto/famiglia naturale/famiglia affidataria o adottiva.

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Dal barcone della speranza al corso professionalizzante. Per Amine ora è realtà quell’Europa tanto desiderata

Amine  é uno dei ragazzi che hanno iniziato la formazione presso l’agenzia interinale marocchina Anapec, nell’ambito del progetto finanziato dall’Emilia Romagna, sull’inserimento socio-professionale di giovani care leavers.  Amine é molto forte e coraggioso ed é uno di quei ragazzi della Maison d’Enfants Fassia che ha sempre avuto in mente l’Europa: ha sempre sognato  di raggiungerla in uno di quei barconi della speranza che salpano dalle coste settentrionali del Marocco per raggiungere la vicina Spagna…

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Siria. Nuova strage ad Aleppo: 17 bambini uccisi e il mondo resta a guardare

Strage di bambini ad Aleppo, città simbolo del conflitto che sta logorando la Siria da cinque anni: le forze del regime siriano hanno sganciato barili-bomba e missili su alcuni villaggi ribelli a sud della città. Secondo quanto riporta l’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono almeno 39 le vittime, , tre sono donne e 17 bambini (8 della stessa famiglia), mentre decine sono i feriti. Intanto Palmira, antica città siriana, patrimonio dell’umanità dall’Unesco, rischia di finire vittima della furia iconoclasta dello Stato Islamico, come accaduto ai siti archelogici nel Nord dell’Iraq.

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Kirill, la storia di un sostegno. “Grazie al mio amico italiano non sono più arrabbiato con il mondo”

Kirill ha un amico speciale, il signor Ferruccio che segue passo dopo passo la sua ‘evoluzione’: “Sono contento di avere regalato ancora un attimo di felicità a questo ragazzo. Gli vedo uno sguardo vivo e intelligente, si presenta sempre pulito e in ordine. Dalle foto che mi ha mandato in questi anni si vede che un po’ è cambiato, non è certo più introverso come era in principio”.

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Le ragazze del Centro imparano a “riciclarsi”…e così dai rifiuti nasce il loro riscatto

Il corso, realizzato nel Lar Fabiano di Cristo a Itabuna, sta avendo molto successo, tutti i giovedì le alunne imparano cose nuove e rimangono incantate con ciò che sono in grado di fare. Alcune stanno già vendendo gli oggetti che producono a partire da ciò che hanno imparato nel corso e altre stanno addobbando la propria casa. Corsi che danno loro la speranza in un futuro migliore. Corsi che anche grazie al tuo sostegno a distanza si realizzano. Se vuoi vedere come poter essere ulteriormente d’aiuto, visita l’home page del Paese e attiva un Sostegno a distanza.

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Quanto amore ha da donare questo angioletto…e quanto ne aspetta da te!

Carlitos è un bambino di 7 anni che da alcuni mesi è ospite nell’istituto Juan Pablo Magno a Lima. Carlitos si sta adattando ancora alla dinamica della struttura e a volte lo si vede un po’ perso tra le varie attività che il centro organizza. E’ per lui che lottiamo affinché un giorno possa tornare a casa dalla sua mamma! Fino a quel momento, abbiamo deciso di non lasciarlo da solo.

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La missione di Pan di zucchero far conoscere la bellezza della condivisione, delle regole…dell’essere una famiglia

Proseguono le attività al Pan di Zucchero di Fushe Kosovo. Il Centro servizi alla famiglia ha ospitato questa settimana 4 famiglie che si sono trovate per parlare dell’accoglienza dei minori in affido. Con la presenza della coordinatrice del Pan di Zucchero, le famiglie hanno avuto modo di parlare dell’importanza delle regole all’interno della famiglia e dell’importanza di dare ai bambini dei ritmi precisi rispetto al tempo dei pasti, dell’igiene, del riposo e delle attività ricreative.

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Coloriamo l’abbandono. Una giornata in allegria per i bambini del Centro Lalla Meriem

Domenica scorsa i bambini del Centro Lalla Meriem di Rabat hanno approfittato della bella giornata di sole per trascorrere il loro tempo libero nel grande giardino del centro. Le educatrici del Centro hanno deciso di organizzare una bella mattinata interessante: hanno cominciato con la preparazione e di una colazione all’aria aperta, fatta di latte, cornetti al cioccolato, pane e marmellata

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Josè “Non ho una mamma e un papà da disegnare. Sarete voi la mia famiglia…a distanza?”

José è un bambino a cui piace dipingere.  Ma non dipinge mai se stesso… Perché José non ha un’idea di cosa sia una famiglia. Ma José non è solo: siamo con lui con il progetto “Sui sentieri della famiglia” che fornisce attività di consulenza psicologica e legale per i minori. Se vuoi accompagnarci in questa bellissima avventura, puoi attivare un sostegno a distanza.

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Festa del bambino senza famiglia. “A renderci felici i volontari del centro e i sostenitori a distanza!”

In Marocco una nuova festa è stata sancita e si celebra in qualunque giorno del mese di aprile: si tratta della festa del bambino senza famiglia. Al Centro Lalla Meriem a rendere felici i nostri bambini ci hanno pensato dei giovani universitari volontari di un’associazione locale. Un pomeriggio fantastico, animato dalla musica di un giovane dj e da vari clown e animatori, pieno di gioia, danze, canti e giochi.

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Kevin: “Il SaD mi ha salvato la vita. Il sostegno a distanza è la mia ultima speranza per un futuro migliore”

“Il sostegno a distanza è veramente l’ultima speranza per noi” come dice Kevin Nabiswa un ragazzo di diciannove anni, nato da madre e padre sconosciuti che sono morti lasciandogli solo uno zio che lo costringeva a lavorare nei campi.  Kevin è arrivato al centro all’età di 2 anni fino alla maggiore età. Grazie al SaD Kevin ha una speranza e sta realizzando il suo sogno: completare la scuola superiore.

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Genitori a lezione: conoscere meglio i propri bambini per aiutarli nella loro crescita

Ogni trasformazione che riguarda la famiglia, riguarda la società, la comunità e la nazione. Un esempio di dialogo e condivisione è senz’altro rappresentato dai meeting periodici che il Centro Organizza a favore di tutti i componenti familiari dei minori ospitati. Nelle scorse settimane al centro si è svolto un meeting di revisione dei progressi scolastici dei bambini ospitati e seguiti dagli operatori del Centro stesso…tuttavia, questa volta, la voce è stata data in primo luogo ai genitori.

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Joan. “Chi ascolterà il mio grido silenzioso che cerca solo amore e sostegno?”

Da maggio dell’anno scorso Joan è ospite del Centro Juan Pablo Magno e il suo processo di adattamento alle dinamiche interne è stato soddisfacente… Ma dietro questa apparente calma ascoltiamo il grido a squarciagola di un bambino che richiede più di un posto letto o di attività educative e ricreative… Joan ci sta gridando AIUTATEMI! VOGLIO IL CALORE DI UNA FAMIGLIA!

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Tutti a ‘surfare’ sulle onde della felicità. Una giornata speciale per i bimbi di Lalla Meriem

Questa é una settimana di vacanze scolastiche per le scuole marocchine, per questo i vari centri hanno organizzato diverse attività per i piccoli ospiti. In particolare, i bambini del centro Lalla Meriem di Rabat sono stati invitati dalla Federazione reale di surf a Mohammedia, a fare un corso di surf, rilassarsi e giocare tra le onde nello stabilimento balneare de “La Sablette”, per fare un corso di surf, rilassarsi e giocare tra le onde.

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Winnifridah “E’ bastata una foto della mia sostenitrice per sentirmi amata e speciale”

Questa è una bella domanda cui solo Winnifridah riesce a rispondere dopo che ha ricevuto i regali e la donazione dalla sua sostenitrice durante le ultime vacanze di Pasqua.   Winnifridah, pur vivendo nella baraccopoli di Huruma con i suoi genitori biologici e le due sorelle (una sieropositiva) riesce sempre a mantenere il sorriso e insieme alla famiglia si sente considerata e amata grazie alla generosità della sua sostenitrice.

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Questo è Sad: autistico, vede per la ‘prima volta’ il volto di sua madre e si lascia coccolare

Prima ha scoperto di avere due fratelli più grandi di cui non aveva memoria, poi dopo 14 anni ha incontrato la sua mamma. E’ la storia a lieto fine di un ragazzo affetto da autismo e ritardo mentale, ospite del centro Lalla Meriem in Marocco. Ma è anche la storia dei suoi fratelli, rispettivamente di 16 e 17 anni, che come lui erano stati abbandonati ancora piccolissimi dalla madre, dopo che il padre biologico aveva lasciato la famiglia.

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La forza dei bambini: ridere e scherzare nonostante la guerra.

I bambini sentono profondamente la tristezza della crisi e la tensione della guerra, anche se non ci partecipano direttamente. Percepiscono il pericolo “con la pelle”,  capiscono che sta succedendo qualcosa “non buono” come era capitato nelle loro famiglie…Ma i bambini uguale al sentire il pericolo intuiscono anche il rimedio dalla tensione e dallo stress che è la gioia.

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Altro che ‘special need’… hanno solo bisogno di un amore speciale…!

Solo il 23% dei bambini che vivono in istituto sono realmente bambini orfani: la maggior parte dei bambini viene inviata in istituto perché i genitori sono troppo poveri per assicurargli una vita degna o perché sono bambini “non voluti”. In Cambogia se hanno qualche difetto, un leggero handicap fisico o ritardo mentale, allora si trasformano in un vero e proprio problema per la famiglia: bambini ai quali viene negato l’amore di una famiglia solo a causa della povertà e dei problemi di salute fisica e mentale. 

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Il missile nel giardino. Il dramma di abbandonare la propria casa per migliaia di bambini

“Che significato ha questa frase per ognuno di noi? Quali sono le ragioni che ci fanno muovere? Quali sono le condizioni che ci costringono ad abbandonare il proprio “nido” e andare altrove, cercando nuova sistemazione nella vita?”. A parlare è un nostro volontario del centro in ucraina, uno dei tanti che con la loro azione quotidiana cercano di alleviare la vita ai piccoli innocenti vittime della guerra che imperversa in Ucraina.

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Con un Sostegno a Distanza un bambino può diventare il dottore dell’anima e trovare la cura per l’abbandono

Nessuno nasce “imparato”, tutto viene appreso vivendo, con l’esperienza. Ma una cosa è innata: la determinazione. di determinazione ne hanno tanta i ragazzi del centro Colk, che hanno poche ma chiare aspirazioni: avere una famiglia, dare e ricevere amore, quell’amore che non hanno mai “vissuto” durante la loro infanzia.

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La medicina del Sostegno a distanza: chi non la prende, non sa il bene che fa

Qualche giorno fa é arrivato nella nostra sede un pacco regalo dall’Italia per uno dei bambini dei nostri asili. Io e Nita, una delle coordinatrici del centro, abbiamo subito organizzato la visita presso la sua famiglia. Ed eccoci a casa della piccola Sreymean (nome di fantasia) per consegnarle i regalini da parte della sua sostenitrice! Sreymean ha solo 2 anni: quando Paola (nome di fantasia) ha iniziato il sostegno aveva solo pochi mesi, “che emozione accompagnarla nella sua crescita”, ci scrive Paola nella lettera che accompagna il regalo!

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La carica dei 40…Quando la festa di compleanno è collettiva, c’è più gusto!

Quale bambino non scoppia di gioia potendo festeggiare il suo compleanno? E se il compleanno è collettivo…la festa è ancora più piacevole! È successo al centro Juan Pablo Magno, dove tutti i 63 bambini ospitati si sono riuniti in una lunga tavolata addobbata con festoni di ogni genere, davanti ad un gustosissimo piatto di pasta con il pollo e patate ricoperte di formaggio fuso,  per festeggiare il compleanno di 40 bambini che hanno deciso di festeggiare insieme pur essendo nati in giorni diversi!

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Fez-Fassia. Alkouwa! Quando l’arte del teatro è fonte di forza per i ragazzi del Centro

Il weekend della settimana scorsa i bambini del centro Al Fassia di Fez sono stati invitati ad una serata teatrale da un gruppo di giovani studenti della scuola privata di teatro Fan Wa Amal che vuol dire arte e speranza”. Un pezzo teatrale  al quale hanno assistito i nostri ragazzi si chiamava  alkouwa “forza”, ed è stato dedicato a tutti i bambini che  sono rimasti davvero entusiasti!

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Un Sostegno a distanza è molto più di un pacco regalo: può cambiare la vita ad un bambino

Il valore del programma Sostegno a Distanza (SAD) di Ai.Bi. è molto di più che sostenere un bambino nell’educazione: comporta anche favorire un buon rapporto tra il sostenitore e bambino e la famiglia del bambino. La comunicazione avviene attraverso le lettere, lo scambio di foto, accorata da preghiere e auguri oltre al sostegno materiale e regali durante alcune occasioni speciali e periodi specifici dell’anno tra i bambini e i loro sostenitori.

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Irma Margarida. Dal dialogo tra i giovani nascono gli uomini del domani

Nei momenti di dialogo del Centro Comunitario e Asilo Irmã Margarida, gli adolescenti chiariscono i propri dubbi e parlano di salute, sessualità, droghe, relazioni familiari, alimentazione, violenza, gravidanza e conflitti a scuola. Questo ascolto e scambio di esperienze serve a far sì che il giovane si senta accolto, conosca meglio il proprio corpo e comportamento e possa prendere decisioni più chiare sulla propria vita.

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Ucraina. La gioia “proibita” delle cose semplici per i bambini vittime della guerra

La situazione di guerra in Ucraina si riflette anche nelle zone dove non ci sono le battaglie con le armi pesanti. I bambini,  ospiti dell’istituto di Volodarka stanno soffrendo già per la mancanza della famiglia, ma adesso stanno proprio perdendo la serenità, sentendo nell’aria la tristezza, obbligati a lasciare le case e scappare dal pericolo senza avere tante speranze di tornare. Lo fanno proprio perché questo sentimento è molto noto a ciascuno di loro.

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Salvato dall’abbandono, ma non dalla povertà. Quale sarà il destino di Samnang?

Samnang in lingua Khmer significa ‘buona stella’.  E’ un bambino di cinque anni, ultimo di quattro figli. I suoi fratelli più grandi lavorano tutto il giorno come raccoglitori di rifiuti, che rivendono ai centri di smistamento racimolando pochi spiccioli al giorno. Il papà fa il pescatore, la mamma raccoglie gli ortaggi in campi di proprietà di altri abitanti del villaggio.

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Italia. Laureato in “Medicina del Sorriso” in soli sei mesi!

C’è un dottore un po’ speciale, che da mesi vive nella Comunità Mamma-Bambino aperta da Ai.Bi. in provincia di Milano, per accogliere e dare speranza a tante mamme in difficoltà. Si chiama Matteo, per gli amici Teo. E’ il dottore del sorriso. Vede ogni giorno tanta gente aggirarsi per casa, e a tutti regala serenità, allargando la sua bocca sdentata. Il dottor Sorriso cura giorno dopo giorno la paura di vivere di una donna speciale, che è la sua mamma.

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La storia di José. Il bambino che disegna tutto, tranne se stesso.

José è un bambino a cui piace dipingere. Passa ore a disegnare prati, strade piene di auto, bambini che giocano. Ma non dipinge mai se stesso… Perché? José conosce i suoi genitori, ma a causa dell’estrema povertà della famiglia, anche quella di José è una storia di abbandono morale e materiale. Da qualche anno il bambino abita stabilmente nell’istituto Posada de Belén, aperto nel distretto del Callao, il porto di Lima.

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Il centro di Takeo incanta i monaci buddisti. Ma in Cambogia serve anche il tuo aiuto

La generosità in Cambogia fa il girotondo. Dai fedeli arriva ai monaci e da questi ai bimbi in situazioni di disagio. Nei Paesi buddisti, i monaci vivono di ciò che i devoti offrono loro. Non fa eccezione la Cambogia, Paese buddista nel cuore e nell’anima. Lo vedi nell’architettura, lo respiri nell’aria così fortemente profumata d’incenso. La popolazione esprime la propria devozione ai monaci raccogliendo offerte spontanee in un salvadanaio, che poi viene donato alla pagoda, il tempio buddista. Anche la Cambodian Development Mission for Disability (CDMD), partner di Ai.Bi., ne ha uno.

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Elena, la bambina che non ha ancora scoperto quanto profondo è il suo dolore

E’ minuta e bella. Se varchi la soglia dell’Istituto Juan Pablo Magno, lei ti si avvicina, ti chiede come ti chiami, ti sorride con i suoi occhi neri e se vede nel tuo sguardo benevolenza e simpatia, non ti lascia più, ti segue non curante dei richiami delle educatrici. All’improvviso sparisce, per riapparire subito dopo con un giocattolo o una caramella.

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Marocco. L’amore spiegato in rima ai bambini del centro Al Fassia di Fes

Il pomeriggio della scorsa domenica é stato un’occasione molto bella per la visita della poetessa Jamila Abitar al nostro centro Al fassia di Fes. Il tema della visita è stato l’amore, per spiegare ai nostri bambini cosa significa amare ed essere amati… soprattutto per bambini abbandonati come loro, ai quali spesso manca questa parola ma soprattutto questo sentimento!

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Addio al Centro di Xi’An. Bai Yun “torno a casa mia ma non vi dimenticherò mai”

BaiYun (nome di fantasia) è stata una delle prime ad entrare nel nostro Centro e da allora sono già trascorsi quasi tre anni. Durante questo lungo periodo ha visto molti bambini come lei entrare nella Casa e ne ha visti altrettanti uscirne accolti da sorrisi e braccia di amabili estranei che estranei non sono. Più volte l’abbiamo sentita chiederci “Ma la mia mamma quando arriva?” e abbiamo visto quegli occhioni pieni di speranza riempirsi di tristezza.

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Andare all’università con la borsa di studio del SaD

È iniziato a pieni ritmi il corso preparatorio per il test di ingresso universitario, che coinvolge giovani ed adolescenti tra i 14 e i 24 anni di età. Questo corso é stato creato da Ai.Bi. con l’istituto Lar Fabiano di Cristo per rispondere alla domanda crescente di ragazzi interessati a continuare gli studi ed accedere all’università, ma che per un motivo o per l’altro non hanno possibilità di partecipare di corsi preparatori al prevestibular, una sorta di test d’ingresso per l’università.

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Essere una mamma per i bambini ’lontani’…si può!

Dopo 8 anni di sostegno, sin dalla nascita del progetto di sostegno a distanza, la signora D. prova ad essere una vera mamma per R., uno dei bambini abbandonati accolti nel nostro centro partner Sidi Bernoussi di Casablanca. D. manda spesso lettere e cartoline al suo figlio lontano, e ad ogni compleanno manda dei versamenti solo per dare a R. l’opportunità di festeggiare con una torta insieme agli altri bimbi del centro.

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Allyson: l’angelo custode delle ludoteche di Takeo

É arrivata qualche mese mesi fa dagli Stati Uniti per fare un tirocinio presso l’Ong locale CDMD, nostra partner per i progetti di prevenzione all’abbandono nella provincia di Takeo. Ha 32 anni, é laureata in psicologia e ha tardato meno di un’ora per innamorarsi degli 80 bambini che frequentano le nostre ludoteche nei comuni di Khseung e Laybou, nella provincia di Takeo.

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Congo: quando il fratello maggiore ” diventa” la mamma

Fabien è un bambino che è arrivato al centro all’età di 3 anni con suo fratello Andrè che ne aveva 12. André si è sempre occupato di lui, ma ora che è cresciuto ha intrapreso la sua strada: ha frequentato dei corsi di formazione, grazie ai quali capito cosa vuole fare da ‘grande’ e lasciato così il centro. Ora è Fabien che, prendendo esempio dal fratello, si occupa degli altri bambini della struttura proprio così come ha imparato da André. Un vero e proprio passaggio di testimone: il più ‘grande’ che si prende cura dei ‘più piccoli’.

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Gabriel. “Essere adolescente non è facile. Da soli si rischia di fare amicizie ‘inopportune’

La storia di Gabriel è la storia di tanti adolescenti che attendono una speranza e che non si deludono col passare dei giorni e dei mesi e degli anni. Gabriel è forte e raddoppia le sue forze man mano che cresce e passa dal piccolo ometto che era all’adolescente vivace che ormai è. “La mia vita potrebbe essere più complicata, lo so… Ed è grazie a voi, AiBi e alla Posada de Belén che sono ancora sulla marcia e non mi arrendo