Lettere al direttore

Adozione a distanza. Come faccio a sapere se quel bambino è abbinato solo a me?

Vorrei attivare un’adozione a distanza per  sostenere un bambino e garantirgli un futuro (istruzione, vitto, assistenza medica, gioco, vestiti…), ma mi è sorto un quesito. Come faccio a sapere se quel bambino è abbinato solo a me? Ho il timore, infatti, per non dire sospetto, che, invece, ci siano alcune organizzazioni che abbinano lo stesso bambino a diversi sostenitori. Il che non mi sembra etico e corretto. Risponde  Carlotta Pacione, Ufficio sostegno e adozione a distanza di Ai.Bi.

Da marocchino che vive in Italia vorrei che i bambini del mio Paese non lo lasciassero: serve veramente un’Adozione a Distanza?

Mi chiamo Icham, sono marocchino, ma vivo in Italia ormai da 20 anni. Ora che in Italia posso avere una vita dignitosa, vorrei aiutare i miei piccoli connazionali. So che voi di Amici dei Bambini lavorate con dei progetti anche in Marocco. Che tipo di donazione mi consigliate? Dove vengono destinati i miei soldi? – Risponde Carlotta Pacione (nella foto)

Tribunale di Venezia, decreti vincolati per limite di età: è possibile chiedere una estensione?

Viviamo in Veneto e il nostro Tribunale dei minori di riferimento, quello di Venezia, ci ha concesso il decreto di idoneità con il limite di poter adottare un bambino di massimo 4 anni. Sinceramente ci pare una scelta molto discutibile e temiamo che possa pregiudicare gravemente le nostre possibilità di adottare realmente un bambino. – Risponde Cinzia Bernicchi (nella foto)

Adozioni internazionali in Cina. Meglio lasciare a nostro figlio il suo nome originario o sostituirlo con uno italiano?

Siamo una coppia in attesa di adottare in Cina. A breve dovremmo ricevere il tanto atteso abbinamento per poi partire alla volta dell’oriente per andare a prendere il bambino che diventerà nostro figlio. Come è meglio fare con i bambini cinesi in relazione al nome? È più indicato lasciare quello originario o sostituirlo con uno italiano? – Risponde Cristina Legnani (nel ritratto)

Che cosa è cambiato con la nuova legge per l’affido dei minori stranieri non accompagnati?

In questi giorni sto seguendo un corso informativo sull’affido famigliare organizzato dalla Ulss della mia città. Nel corso degli incontri non è stata fornita invece alcuna informazione sull’affido dei minori stranieri non accompagnati giunti in Italia come migranti. Io sarei interessata anche a questa possibilità, ma mi sto rendendo conto che è molti difficile trovare riferimenti in merito. – Risponde Diego Moretti (nella foto)

Adozioni internazionali. Possiamo partecipare ai vostri incontri informativi anche se siamo ancora in attesa dell’idoneità?

Vorremmo capire se sia possibile partecipare a qualche incontro di formazione organizzato da Ai.Bi. anche prima che ci venga rilasciato il decreto di idoneità, in modo da poter cominciare a renderci conto della realtà degli enti, riducendo anche i tempi – già di per sé piuttosto lunghi – dell’iter, arrivando alla scelta dell’ente con le idee un po’ più chiare. – Risponde Cinzia Bernicchi (nella foto)

Adozioni internazionali. Perché i servizi sociali non ci hanno letto la relazione su di noi?

Dopo aver presentato la domanda al Tribunale dei minori della nostra città, abbiamo effettuato il previsto percorso con i servizi sociali, fino alla relazione finale. Ma proprio qui, è avvenuto qualcosa che  non ci aspettavamo. Al termine dello studio di coppia, infatti, gli operatori dei servizi sociali non ci hanno voluto fare leggere la relazione. – Risponde Cinzia Bernicchi (nella foto)

Vorrei destinare il mio 5×mille ai bambini abbandonati: ci sono dei progetti per loro ?

Mi sto dedicando alla dichiarazione dei redditi e il mio pensiero è andato a voi. Qualche anno fa, ho destinato il mio 5xmille ai vostri progetti e sapere di esser stato utile a tanti bambini soli o in difficoltà mi ha riempito il cuore di gioia. Per questo vi scrivo: perché vorrei sapere se anche quest’anno è possibile. Se si, mi date maggiori info anche sulle procedure da seguire? – Risponde Ufficio stampa di Ai.Bi.

Adozioni internazionali. È vero che in Bulgaria le coppie in attesa devono confermare ogni anno la volontà di adottare?

Da quanto sappiamo, entro la fine di ogni anno la Bulgaria chiede alle coppie in attesa un documento di conferma della propria intenzione di adottare da loro. Nei primi mesi dell’anno, poi, generalmente tra febbraio e marzo, vengono pubblicati gli elenchi delle coppie in attesa e di quelle che hanno inviato il documento di riconferma. – Risponde Lorenza Persona (nella foto)

Se presento domanda di idoneità per l’adozione internazionale posso rinnovare la disponibilità per la nazionale?

La disponibilità per l’adozione nazionale l’abbiamo presentata a ottobre del 2014, pertanto scadrà il prossimo mese di ottobre. Se nel frattempo noi volessimo presentare anche la domanda per l’adozione internazionale, potremmo farlo? E, nel caso decidessimo di farlo, a ottobre 2017 ci sarebbe comunque la possibilità di rinnovare la disponibilità per la nazionale? – Risponde Cinzia Bernicchi (nella foto)

Perché per l’adozione a distanza la quota mensile è di 50 euro, mentre per il sostegno a distanza è di 25?

Ho dato uno sguardo ai vostri progetti di adozione a distanza e di sostegno a distanza. Avrei il desiderio di avviare un contributo a favore di uno o più bambini abbandonati che vivono in istituto. Ho visto che, a seconda della forma di sostegno scelta, l’importo della quota da versare è diversa. – Risponde Carlotta Pacione (nella foto)

Vorrei fare un regalo alla bambina adottata a distanza: lo spedisco io o lo acquistate voi con una donazione extra?

Mio figlio nel settembre scorso si è trasferito in Messico per un periodo di studi in un’Università del Paese americano. Da lì ha inviato un regalo a suo fratello minore che frequenta le scuole medie e naturalmente vive ancora qui con me in Italia. Questo bel gesto mi ha fatto nascere il desiderio di fare qualcosa di simile anche per la bambina adottata a distanza in Ucraina. – Risponde Carlotta Pacione (nella foto)

Viviamo in Francia. Possiamo adottare con un ente italiano o siamo tenuti a fare tutte le pratiche all’estero?

Da meno di un anno – e precisamente da giugno 2015 – viviamo all’estero, in Francia. Vi scriviamo per chiedervi come ci si debba muovere per iniziare le pratiche per l’adozione. Anche se non viviamo in Italia è possibile rivolgersi a un ente italiano oppure si devono fare tutte le pratiche in Francia? – Risponde Cinzia Bernicchi (nella foto)

“Un papà troppo preciso e ordinato sconvolge la vita del futuro figlio”. Negata idoneità all’adozione internazionale

Io e mio marito in questi giorni stiamo terminando lo studio di coppia con gli operatori dell’équipe adozioni. I quali ci hanno già anticipato il probabile responso, negativo, del loro lavoro. I quali ci hanno avvertito che nella relazione su di noi scriveranno che mio marito è troppo preciso e ordinato e che questo potrebbe sconvolgere la vita del nostro futuro figlio. – Risponde Cinzia Bernicchi (nella foto)

Siamo ultra50enni e abbiamo già adottato: possiamo adottare ancora?

Siamo i genitori adottivi di 3 bellissimi ragazzini arrivati dalla Colombia nel 2011 quando avevano 7, 4 e 2 anni. Dopo 6 anni da quel meraviglioso evento di accoglienza, è tornato in noi il desiderio di allargare ulteriormente la nostra famiglia, donando l’amore di un papà e una mamma e di 3 fratelli a un altro bambino abbandonato. – Risponde Cinzia Bernicchi (nella foto)

Ho una bambina in adozione a rischio giuridico. Se la mamma ritorna, me la portano via?

Vi scrivo per sottoporvi un problema che riguarda la procedura di adozione nazionale che vede protagonista la mia famiglia e la bambina che abbiamo accolto qualche tempo fa. Si tratta di una bambina di 5 anni lasciata, quando ne aveva 2 e mezzo, in una casa famiglia. Tempo dopo la sua mamma ha fatto perdere le proprie tracce e non è più andata a trovare sua figlia, né ha più chiesto informazioni su di lei.

Nostra figlia vuole tornare a visitare l’istituto in Russia dove ha trascorso la sua infanzia. E’ consigliabile questo “ritorno alle origini”?

Siamo genitori di una ragazza di origine russe, Tatiana, che abbiamo adottato nel 2005 ed ora ha 16 anni. Vorrebbe tornare a visitare l’istituto di Mosca ma siamo perplessi sul fatto che possa essere una buona idea. E’ consigliabile o potrebbe essere traumatico? Grazie risponde Irene Bertuzzi

L’anno scorso ho attivato un’adozione a distanza. Ai fini della dichiarazione dei redditi, è deducibile?

Gentile Ai.Bi., l’anno scorso ho attivato un’adozione a distanza con un bambino del Marocco. Un’esperienza unica che ogni giorno mi riempie di gioia ed emozioni che mai avrei immaginato. Grazie alle letterine che ci scambiamo, alle foto e alle comunicazioni che mi mandate, sono costantemente aggiornata e questo mi gratifica […]

Vorrei mettere un mio appartamento sfitto a disposizione dell’accoglienza migranti. Che requisiti deve avere?

In uno dei vostri articoli ho letto anche che attualmente siete alla ricerca di spazi in cui allestire dei nuovi centri di accoglienza. Io sono proprietario di un appartamento al momento sfitto in Lombardia che, se possibile, metterei volentieri a disposizione. Vorrei però capire quali requisiti dovrebbe avere un appartamento che possa essere adibito a struttura di accoglienza per migranti. – Risponde Diego Moretti (nella foto)

Vorrei comunicare direttamente con il “mio” bambino adottato a distanza, ma alcune associazioni non vogliono: perché?

Avremmo pensato all’adozione a distanza. Il nostro desiderio, una volta attivato questo progetto, sarebbe però quello di vedere concretamente i progressi del “nostro” bambino. Non so se tutte le associazioni che si occupano di adozione a distanza consentono anche che i genitori possano comunicare con i loro figli lontani. Voi di Ai.Bi. prevedete qualche forma di contatto tra famiglia e bambino a distanza?  – Risponde Carlotta Pacione (nella foto)

Qual è la differenza tra una casa famiglia e una comunità educativa?

Ultimamente mi è capitato di leggere sui giornali – normali quotidiani o testate che si occupano del sociale – diversi articoli che parlavano delle cosiddette “case famiglia”. Con una certa sorpresa, ho notato che questi articoli, pur riferendosi appunto alle case famiglia, parlano spesso di educatori, operatori e psicologi. E non ho trovato alcun riferimento alla “famiglia”. – Risponde Cristina Riccardi (nella foto)

Ora inizia il tempo peggiore dell’adozione: l’attesa dell’abbinamento. Ha un consiglio per gestirlo al meglio?

Siamo in attesa dell’abbinamento. È proprio questa la parola divenuta protagonista della nostra vita quotidiana: attesa. Già quella per il nostro primo figlio fu spasmodica, ma ora – nella totale incertezza di ciò che ci aspetta, – personalmente sono ancora più tesa dell’altra volta. Come affrontare al meglio questo periodo così delicato? – Risponde Cristina Legnani (nel ritratto)

Per l’adozione internazionale di bambini con problemi sanitari ci sono procedure più agevoli?

Qualora ci chiedessero di dare la nostra disponibilità ad accogliere un bambino non piccolissimo e con qualche problema di salute, non ci tireremmo indietro. A tal proposito, sapreste dirmi se, per le adozioni di bambini con questi requisiti, siano previste procedure un po’ più “agevoli”, in termini di costi e di tempi? – Risponde Cristina Legnani (nel ritratto)

Minori stranieri soli. La mia casa è troppo piccola per accogliere uno di loro: che posso fare per aiutarli?

Mi rivolgo agli operatori di Ai.Bi. che si occupano dell’accoglienza dei migranti. Leggo spesso i vostri articoli e non mi è sfuggito, nel corso dei mesi, l’appello rivolto a tutte le famiglie italiane ad accogliere in casa propria uno dei tantissimi ragazzini che sbarcano sulle nostre coste senza genitori che li accompagnino. – Risponde l’Ufficio Stampa di Ai.Bi.

I servizi sociali ci hanno giudicato non idonei: possiamo presentare la pratica in un’altra regione?

Siamo una aspirante coppia adottiva profondamente delusa. La nostra apertura all’accoglienza e il nostro desiderio di dare una famiglia a un bambino abbandonato sono stati purtroppo frustrati dalla mancata concessione del tanto atteso e tanto sperato decreto di idoneità per l’adozione internazionale. – Risponde Cinzia Bernicchi (nella foto)

Ho finalmente trovato lavoro e ora posso aiutare chi ha bisogno… ma se domani mi trovassi ancora disoccupato?

Sono un giovane neolaureato che, per fortuna, pochi mesi dopo aver conseguito la laurea, ha già trovato un’occupazione. Niente di straordinario, certo: un impiego che mi terrà impegnato per un anno, ma che mi dà comunque la soddisfazione di iniziare a rendermi un po’ più autonomo dalla famiglia. – Risponde l’Ufficio Stampa di Ai.Bi. 

Posso rinnovare la disponibilità per l’adozione nazionale anche se ho ricevuto l’idoneità per l’internazionale?

Diversi mesi fa abbiamo presentato al Tribunale la richiesta per l’adozione internazionale. Constatando che i tempi si andavano allungando, abbiamo deciso, lo scorso ottobre, si presentare anche la disponibilità per l’adozione nazionale, per cui ora siamo quindi in lista di attesa. – Risponde Cinzia Bernicchi (nella foto)

Minori stranieri non accompagnati. È ancora utopia l’affido internazionale?

Leggo sempre con molto interesse le notizie sui migranti che sbarcano ogni giorno sulle nostre coste. Tra loro sono sempre più numerosi i bambini che arrivano anche da soli, dopo un viaggio terribile affrontato senza genitori, e si trovano in un Paese straniero (non sempre accogliente), non avendo nessuno che si prenda cura di loro. – Risponde Diego Moretti (nel ritratto)

Viviamo all’estero. Possiamo adottare con un ente italiano o procedere con il “fai da te”?

Da circa 3 anni io e mia moglie viviamo in Germania per motivi legati al mio lavoro. Il rientro nel nostro Paese è previsto tra circa 2 anni quando il progetto per cui sto lavorando sarà concluso. Negli ultimi mesi, dopo aver scoperto di non poter avere figli per via biologica, abbiamo pensato di avviare il percorso per un’adozione internazionale. – Risponde Cinzia Bernicchi (nella foto)

Volevamo adottare ma ci consigliano l’affido come scorciatoia per l’adozione. E’ corretto?

Ho letto con molto interesse l’articolo pubblicato sul vostro sito mercoledì 19 ottobre a proposito della legge che permette di trasformare l’affido in adozione. Vi scrivo per parlarvi del caso che ha visto protagonisti me e mia moglie e che ha che fare proprio con la possibilità di passare da una forma di accoglienza all’altra. – Sonia Albini (nel ritratto)

Abbiamo due figlie adolescenti. È opportuno rinviare la nostra decisione di accogliere un minore in affido?

Vi introduco al mio problema attraverso una metafora. Io e mio marito ci sentiamo un po’ come quelli che, non sapendo nuotare, hanno tanta voglia di imparare a farlo, ma, avendo sentito dire che tuffarsi dal trampolino può essere pericoloso, non si decidono a entrare in acqua. Ma tuffarsi dal trampolino sarà davvero pericoloso? – Sonia Albini (nel ritratto)

Adozioni internazionali. I gruppi di fratelli vengono sempre considerati “bambini con bisogni speciali”?

Premetto che, potendo fortunatamente contare su un buon reddito e avendo un appartamento piuttosto grande, vorremo dare la disponibilità ad accogliere dei fratelli. Vorremmo infatti garantire a dei fratellini abbandonati la possibilità di essere accolti tutti insieme e di non doversi dividere. – Risponde Cinzia Bernicchi (nella foto)

Adozioni internazionali. Posso inserire mio figlio all’ultimo anno di scuola materna anziché in prima elementare?

Buongiorno Ai.Bi. Sono la mamma adottiva di un bambino russo. Io e mio marito abbiamo già effettuato il primo dei tre viaggi previsti dall’iter dell’adozione internazionale in Russia. Tra qualche settimana partiremo per il secondo viaggio e, successivamente, faremo anche il terzo. Non vediamo l’ora che il percorso si completi […]

Ho due figli liceali e non posso fare viaggi più lunghi di 20/30 giorni: è un problema in ottica adozioni internazionali?

Vi scrivo per sottoporvi un problema che stiamo affrontando io e mia moglie in ottica adozioni internazionali. Abbiamo presentato la domanda di idoneità e siamo in attesa di responso da parte del Tribunale dei minori. Ci sono  due  aspetti  che ci fanno temere un esito negativo della nostra richiesta. – Risponde Cinzia Bernicchi (nella foto)

Vivo all’estero: posso sostenere comunque la campagna Bambini in Alto Mare?

Vi scrivo dalla Svizzera e precisamente da Zurigo, dove mi sono trasferito da 4 mesi per ragioni di lavoro. I miei genitori, rimasti in Italia, qualche giorno fa mi hanno informato della vostra bella iniziativa dell’sms solidale a favore della campagna che si propone di aiutare i bambini siriani, vittime della guerra. – Risponde l’Ufficio Stampa