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Siria. I bambini di Aleppo perdono tutto ma non il sogno di un futuro di pace: aiutiamoli a far rinascere un fiore di speranza nel mezzo dell’inferno

Non sappiamo se la sua immagine farà il giro del mondo come quella del piccolo Omran, il bambino di Aleppo ferito e coperto di polvere divenuto il simbolo della tragedia della sua città,  campo di battaglia decisivo per le sorti della guerra in Siria. Quello che sappiamo di sicuro è che, nonostante tutto, lui ha una gran voglia di vivere.

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Siria. Con il naso all’insù i bambini non vedono aerei, ma macchine di morte: ad Aleppo l’ennesima strage spezza la vita di 11 piccoli siriani

Immaginate dei bambini che giocano per strada e che a un certo punto sentono il fragore di un aereo che passa sulle loro teste. Nelle nostre città, i nostri bambini non farebbero altro che alzare gli occhi e guardare in alto. Affascinati da quel gigante che vola, su cui magari sognano di viaggiare o di esserne al comando, un giorno lontano, da grandi.  Era così anche per i bambini siriani, un tempo. Ma oggi non più.

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Siria, “dove l’umanità è finita”: 2 milioni di disperati rimasti ad Aleppo chiedono di non essere lasciati soli

L’umanesimo è finito ad Aleppo. Proprio lì, in quella città per secoli simbolo della convivenza tra etnie e religioni diverse, nel cuore del Levante e ora campo di battaglia sotto assedio da anni. L’umanità stessa, nel senso anche etico del termine, sembra finire qui. Perché “mentre i grandi stanno facendo una brutta guerra per un brutto gioco di interessi economici, politici e geopolitici, quelli che ne pagano le conseguenze sono gli innocenti, particolarmente i bambini e le donne.

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Siria. Pronti 100 operatori per far rinascere e proteggere i bambini sotto assedio: dal gioco al superamento dei traumi, per una vita oltre gli orrori della guerra

In un conflitto come quello che si sta combattendo in Siria, ormai da oltre 5 anni, ogni giorno potrebbe essere l’ultimo. Soprattutto per chi vive in città sotto assedio, dove la routine prevede che le tue gambe tremeranno dalla paura. Che le tue finestre saranno scosse da scoppi improvvisi, che la corrente salterà e che, molto probabilmente, avrai da mangiare solo per uno o due pasti. Nessuna distinzione.

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Siria, Omran ha ritrovato la parola ma ha perso per sempre il fratellino. E ad Aleppo non si muore solo per le bombe: per 100mila bambini anche bere è diventato un pericolo

“Dove sono mio padre e mia madre?” E’ stata questa l’unica domanda che è riuscito a rivolgere ai suoi soccorritori il piccolo Omran, il bambino di 5 anni la cui foto ha fatto il giro del mondo simboleggiando la tragedia della guerra in Siria. Eppure sapeva che sotto le macerie della sua casa, bombardata dai raid aerei che stanno distruggendo Aleppo, c’era anche suo fratello.

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Siria. Nel volto impolverato di un bambino di 5 anni il dramma di una catastrofe umanitaria senza precedenti

Lui è Omran, ha 5 anni e vive ad Aleppo. E’ stato estratto da sotto le macerie della sua casa, distrutto da uno dei tanti bombardamenti che colpiscono Aleppo, nel nord della Siria. La foto è stata scattata dagli operatori di Aleppo Media Center. Lui come milioni di altri bambini siriani non ha più nulla. Per ridare loro il sorriso, Ai.Bi. è impegnata in Siria con interventi di supporto alimentare e protezione dei minori. Sostieni anche tu la nostra campagna Non lasciamoli soli.

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Siria. Ad Aleppo aiuti umanitari sospesi e i bambini vagano tra le macerie e dormono sui marciapiedi. Ora più che mai non si può lasciare sola una popolazione allo stremo

Mai come adesso è drammaticamente necessario non lasciarli soli. Nella zona occidentale di Aleppo ci sono almeno 600mila civili, in gran parte bambini, intrappolati tra i terroristi e i raid aerei. In questa parte della città non arrivano aiuti umanitari da aprile. A questi bisogna aggiungere i 300mila abitanti di Aleppo Est che non se la passano molto meglio.

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Minori stranieri non accompagnati. Di Giacomo (Ap): “Chiuderne 500 in un solo centro a San Giuliano di Puglia sarebbe una bomba sociale. Serve una legge che faciliti l’adozione”

Ci risiamo. Ancora una volta si sta cercando di risolvere l’emergenza dei minori stranieri non accompagnati ammassandoli a centinaia in un unico grande centro. Si sta discutendo, infatti, del possibile utilizzo del villaggio di San Giuliano di Puglia per l’accoglienza di 500 minori stranieri non accompagnati.

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Siria. La denuncia dell’Onu: “Ad Aleppo catastrofe umanitaria senza precedenti”. E il volto di un bambino coperto di sangue e polvere racconta il dramma di un popolo

C’è un’immagine che sta facendo il giro del mondo. Quella di un bambino siriano di 5 anni, che guarda davanti a sé con occhi vitrei, sotto shock, con il volto pieno di sangue, ricoperto di polvere dalla testa ai piedi. Un’immagine che racconta meglio di mille parole il dramma di Aleppo, ex meta di turisti e pellegrini e da 4 anni trasformata in un campo di battaglia tra forze governative e ribelli.

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La giusta accoglienza passa anche per l’istruzione: i corsi di italiano per i richiedenti asilo accolti da Ai.Bi.

Accoglienza non è solo dare un letto e un pasto caldo a chi arriva nel nostro Paese. Una vera integrazione passa anche necessariamente dall’istruzione. Solo fornendo un bagaglio culturale adeguato, infatti, chi proviene da lontano e cerca di mettersi alle spalle un passato difficile, molte volte anche tragico, può davvero iniziare una nuova vita, pienamente inserito nel suo nuovo contesto sociale.

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L’esercito dei bambini migranti senza nessuno: già 14.400 nel 2016. Sempre più piccoli i reduci dei barconi in cerca di speranza

È bastata la metà del tempo o poco più a questo 2016 per battere il 2015 in fatto di minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia. E per ricordare alla società civile e soprattutto alle istituzioni che siamo di fronte a una vera e propria emergenza nell’emergenza. Nei primi 7 mesi di quest’anno, infatti, sono stati circa 14.400 i migranti minorenni sbarcati da soli nel nostro Paese.

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Siria. Ad Aleppo continuano gli scontri. L’appello dei medici “Non abbiamo bisogno di lacrime ma di azioni”

Continuano gli scontri ad Aleppo tra i gruppi ribelli e le forze governative nonostante l’entrata in vigore di una tregua di tre ore (dalle 10 alle 13 locali) annunciata nei giorni scorsi dalla Russia. Lo rendono noto fonti locali. A confermarlo padre Ibrahim al Sabagh, parroco della chiesa di San Francesco, nel settore occidentale della città sotto controllo governativo, e dell’intera comunità cattolico-latina della città.

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Siria. Aleppo, il martirio senza fine dei bambini: concessa tregua di 3 ore al giorno per ricostituire le scorte di cibo e medicinali

Tre ore al giorno di tregua ad Aleppo, in Siria. Lo ha annunciato Serghei Rudskoi, capo delle operazioni dello Stato Maggiore dell’esercito russo, sottolineando che le operazioni militari verranno interrotte a partire da oggi 11 agosto per permettere l’ingresso nella città ai convogli umanitari. Tutte le ostilità, compresi attacchi di artiglieria e aviazione, dovranno cessare dalle 10 alle 13 (ora locale ndr)”, ha aggiunto.

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Siria. Oltre 2 milioni di persone ad Aleppo senza luce e acqua. L’Onu “Urge tregua di 48 ore per ricostituire scorte di cibo e medicinali”

Oltre due milioni di civili ad Aleppo, nelle aree sia sotto il controllo dei ribelli sia dei governativi, sono senza elettricità e senza accesso alla rete idrica a causa di bombardamenti che hanno colpito gli impianti di distribuzione negli ultimi giorni. Lo afferma l’Onu, che chiede una tregua umanitaria di 48 ore perché siano riparati gli impianti e ricostituite le scorte di cibo e medicinali per la popolazione.

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Emergenza migranti. Misna. Ministro Orlando “arrivati oltre 6 mila minori stranieri non accompagnati. Urge approvazione ddl Zampa ferma alla Camera”

Al 31 dicembre 2015 sono stati registrati in Italia ben 6.135 minori non accompagnati che risultano irreperibili“. Sono i dati forniti alla commissione Schengen dal ministro della Giustizia Andrea Orlando. Più in generale sul tema dei minori non accompagnati il ministro ha ricordato che uno dei nodi riguarda l’assegnazione di un tutore, la cui procedura è ancora lunga e farraginosa. In tal senso Orlando auspica una “rapida approvazione del ddl Zampa, ora alla Camera per dare un’adeguata risposta al problema“.

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Siria. Gli abitanti di Aleppo prigionieri nella loro città assediata: 300mila persone avranno bisogno di tutto. Non possono essere abbandonati!

La seconda città della Siria, quella che una volta era la capitale economica del Paese, si avvia a diventare una prigione per i suoi stessi abitanti. Aleppo è stata interamente circondata dall’esercito regolare fedele al presidente Bashar al Assad e si prevede che nei prossimi mesi sarà praticamente impossibile sia entrare che uscire dalla parte orientale del centro abitato.

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Reggio Calabria: 10 bagni per 400 ragazzi costretti a dormire a terra. Intanto si ignorano migliaia di famiglie disponibili all’affido

Più di 300 migranti minorenni, tutti arrivati in Italia da soli sui barconi, hanno provato a dire “basta!”: basta essere abbandonati a se stessi, basta dover sopravvivere in condizioni disumane, basta restare rinchiusi come dei criminali in quello che viene impropriamente chiamato “centro di accoglienza”. Perché l’accoglienza, quella vera, è un’altra cosa.

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Siria. Quando la violazione di ogni diritto diventa la “normalità”: milioni di bambini costretti a lavorare per sopravvivere

La guerra crea disastri fisici, psicologici e ideologici, dei quali le vittime più colpite sono i più fragili tra i fragili: i bambini. I numeri del conflitto in Siria dimostrano tutta la drammaticità delle condizioni in cui è costretta a vivere l’infanzia vittima della guerra: circa 6 milioni di minori necessitano di assistenza umanitaria, più di 2 milioni vivono in zone difficili o sotto assedio e almeno 3 milioni non vanno a scuola. La guerra è regressione.

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Siria. L’appello di Omar si unisce a quello di 13 milioni di persone: “Non abbiamo più nulla: neanche latte e pannolini per i bambini. Ciò che un tempo davamo per scontato, ora non lo è più”

Giochi, libri e quaderni di scuola, strumenti informatici. Sono alla portata di quasi tutte le famiglie. Eppure c’è chi lotta, ogni giorno, per garantire ai propri figli i beni di prima necessità. È il caso di Omar Yahya, un genitore come tanti che però vive in Siria, in un campo di sfollati a nord di Aleppo, dove ogni giorno lotta per garantire alla sua famiglia un po’ di normalità.

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Siria. Tra le macerie i bambini rivendicano uno dei loro diritti fondamentali: il gioco. Ai.Bi. li accompagna nella ricerca dei sorrisi perduti

Tra le macerie di un Paese lacerato c’è chi trova la forza e lo spirito di giocare: i bambini siriani delle aree più assediate della Siria, Damasco e Aleppo. Lo stato siriano, infatti, ha dichiarato un “regime di calma” di tre giorni in occasione dell’inizio della festa musulmana di Eid al-Fitr Amid.

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Minori stranieri non accompagnati, nei primi 6 mesi del 2016 +138% rispetto al 2015. “Accoglienza” indegna, ma lo Stato ignora la disponibilità di migliaia di famiglie

Poteva essere un’altra strage, un’altra interminabile conta delle vittime. Invece i soccorsi hanno tratto in salvo, seppur in condizioni critiche, quasi tutti i 352 migranti, tra cui molte donne e bambini, la maggior parte di nazionalità eritrea, che viaggiavano su un barcone naufragato a 17 miglia dalle coste libiche, al largo di Malta, nella notte di martedì 12 luglio.

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Aleppo. L’assedio di cui nessuno si è accorto: lo spettro della fame minaccia 300.000 civili

Il computer gracchia un po’, i rumori di sottofondo si sovrappongono in maniera confusa, poi finalmente si distinguono nitidamente alcune parole. «Mi sentite?». La voce di Samir (nome di fantasia Ndr), in collegamento via Skype da Aleppo, rimbalza fra le pareti della stanza in cui siamo radunati insieme ai colleghi di altre organizzazioni umanitarie.

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Migranti. “Doppietta” per il Portogallo: la famiglia irachena accolta da Ai.Bi. è stata finalmente ricollocata nel Paese campione d’Europa

Dopo la vittoria dell’Europeo di calcio, il Portogallo torna a fare “gol”. Sì, perché il Paese ha colto nel centro una nuova “rete”, quella dell’accoglienza. I protagonisti di questa storia sono 7 membri di una famiglia proveniente dal Kurdistan iracheno. La storia della famiglia Mohammed, costituita da mamma, papà e 5 figli, dai 6 ai 13 anni, inizia il 22 dicembre 2015 e non è ancora terminata, perché ricomincerà con un lieto inizio: quello della loro nuova vita in Portogallo.

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Papa Francesco riprende la parabola del buon samaritano: “Gesù è il migrante che tanti vogliono cacciare”

Domandiamoci: la nostra fede è feconda? La nostra fede produce opere buone? Oppure è piuttosto sterile? Mi faccio prossimo o semplicemente passo accanto?”. Si è chiesto Papa Francesco all’Angelus domenicale di ieri 10 luglio 2016, soffermandosi sulla parabola evangelica del buon samaritano che indica uno stile di vita il cui baricentro non siamo noi stessi ma gli altri con le loro difficoltà, quelli che incontriamo sul nostro cammino.

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Lampedusa, a Ballarò la storia di Seydou. Papà Lillo: “Abbiamo accolto decine di ragazzi con la sofferenza negli occhi”

“Abbiamo visto ragazzi con gli occhi pieni di sofferenza. E anche ragazzi che non ce l’hanno fatta”. Intervistato per la trasmissione di Rai 3 “Ballarò”, Lillo Maggiore racconta come la sua famiglia sia diventata, con Ai.Bi., un punto di riferimento per decine di giovanissimi migranti che sbarcano da soli a Lampedusa. “Da gennaio 2014 siamo genitori affidatari di Seydou che oggi ci da grandi soddisfazioni – ha detto Lillo -. Il nostro sogno è poter riabbracciare anche tutti gli altri che sono passati per la nostra casa”GUARDA L’INTERVISTA (dal minuto: 1h 28′ 27″)

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Siria. Kamikaze fa strage in panetteria: 10 morti e 27 feriti. Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati “Sempre più donne e bambini vivono in povertà estrema”

Nonostante l’appello del Papa per la pace, in Siria non si fermano gli attentati. Un kamikaze in bicicletta si è fatto saltare in aria fuori da una panetteria ad Hassakeh, uccidendo almeno 10 persone e ferendone 27. E la violenza prosegue in tutta l’areaLa Siria in tempo di Ramadan è diventata, così se possibile, un inferno ancora peggiore di quello che era prima. Gran parte di loro sono donne e bambini, che vanno ad aggravare ulteriormente il bilancio di questa infinita strage degli innocenti in corso in Siria.

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Siria. Studio pilota “Vulnerable Children and Youth Studies” : “Con l’arte terapia Ai.Bi salva i bambini dal suicidio”

Dalla Turchia arriva la conferma che le attività di supporto psicosociale portate avanti da Amici dei Bambini in Siria sono d’importanza fondamentale per aiutare i minori colpiti dal conflitto ad affrontare o superare i traumi legati alla guerra. Secondo un recente studio pilota effettuato su 64 bambini siriani tra i 7 e i 12 anni i piccoli reduci dalla guerra sono ad alto rischio di sviluppare disturbi quali depressione, problemi comportamentali, aggressività, ansia e disordini da stress post-traumatico.

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Minori non accompagnati, è sempre la stessa storia: le strutture sono piene, le famiglie disponibili, ma la burocrazia blocca l’affido

Chiedono solo un’accoglienza semplicemente degna di questo nome e dei documenti. Ma non ottengono né l’una né gli altri. Nel frattempo, il loro numero è in continuo aumento, generando un’emergenza nell’emergenza. Questo il destino dei minori stranieri non accompagnati che sbarcano in Italia.

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Messina. “La famiglia è un’altra cosa!” L’accoglienza giusta dei piccoli migranti raccontata agli psicologi siciliani

Toccare con mano l’esperienza di un bambino in fuga dalla guerra e dalla miseria, “vivere” attraverso di lui il dramma di un viaggio devastante alla ricerca di una nuova speranza. Sono questi i “consigli” che Antonino Vinci ha dato agli psicologi intervenuti, sabato 2 e domenica 3 luglio, a Messina al corso di formazione su “Accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e intervento psicologico”.

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Siria, migliaia di bambini intrappolati da anni nei loro villaggi: Ai.Bi. è lì per non lasciarli soli

“Nell’area di Homs, migliaia di persone vivono assediate da anni. Qui Ai.Bi. sta formando genitori e operatori per la realizzazione di nuovi centri per minori a cui garantire protezione e sicurezza alimentare”. Andrea Moroni, responsabile cooperazione di Ai.Bi., ha presentato a Telepace la campagna Non lasciamoli soli di Amici dei Bambini in Siria. “Nel Paese ci sono 4 milioni di minori in stato di necessità. Per coprire i loro bisogni occorre l’aiuto di tutti”. GUARDA L’INTERVISTA (dal minuto 12 e 43 secondi)

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Siria. Ai.Bi. al fianco di 2.700 bambini assediati da 3 anni. Partita la formazione di 91 angeli che cureranno le ferite più profonde: quelle dell’animo

Anche quando le armi finiranno di vomitare odio, l’animo dei bambini siriani resterà affollato di tremendi ricordi: case bombardate, famiglie distrutte, amici persi per sempre, fame e miseria. Ferite fisiche e psicologiche che in molti casi sarà difficile riuscire a risanare completamente. Tecnicamente si chiama “stress post traumatico”.

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Ennesimo naufragio al largo della Libia: muoiono 10 mamme

Il mare continua a far valere la “legge del più forte”. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno si è verificata l’ennesima tragedia nel Canale di Sicilia. Le vittime questa volta sono 10 donne che cercavano di raggiungere l’Italia dalla Libia, ma invano. A ripescarne i corpi ormai senza vita, a circa 20 miglia dalle coste della Libia, l’equipaggio della nave Diciotti della Guardia Costiera, inviata subito dopo la richiesta di soccorso ricevuta dalla centrale operativa di Roma.

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Piccoli migranti, il 90% di quelli arrivati in Italia è senza famiglia. Ma lo Stato non vuole dargliene neanche una temporanea

Sono pronti a rischiare tutto pur di fuggire da una realtà che riserverebbe loro solo miseria, violenza e morte. Così decidono di imbarcarsi su gommoni, vecchi pescherecci e barconi fatiscenti pur di andare incontro a una flebile speranza. Quasi sempre senza nessuno che si prenda cura di loro durante questo viaggio drammatico.

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Siria. un’innocua campanella quando rivela la sua tragica identità può distruggere una famiglia

Un oggetto semplice, di uso quotidiano, quasi insignificante. Che sta lì per 8 mesi senza che accada nulla. E poi scatena l’inferno. Gli ordigni usati nella guerra in Siria possono essere anche così. Possono avere per esempio le sembianze di un sonaglio per le capre: un oggetto metallico che attira l’attenzione di un bambino, che decide di raccoglierlo e di portarlo a casa.

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Siria, ancora una strage degli innocenti: 25 bambini uccisi nell’Est nel Paese. La guerra non rispetta neppure il Ramadan: oltre 500 vittime nel mese sacro dell’Islam

La Siria in tempo di Ramadan è diventata, se possibile, un inferno ancora peggiore di quello che era prima. Dall’inizio del mese sacro dell’Islam, cominciato il 6 giugno, infatti, sono oltre 500 i civili uccisi in un Paese martoriato da più di 5 anni di guerra e di atrocità di ogni genere.

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Bambini migranti: sono 3,5 milioni quelli che non hanno accesso a scuola. Il paradosso dell’Italia: famiglie aperte all’accoglienza, ma le istituzioni voltano le spalle

C’è un popolo intero della cui reale situazione il mondo non si rende conto. È il popolo dei bambini profughi: 3,5 milioni di piccoli rifugiati che non hanno accesso alla scuola e a condizioni di vita dignitose. Mancanze che li rendono ancora più vulnerabili alle discriminazioni, agli abusi e allo sfruttamento da parte dei trafficanti o costretti a matrimoni precoci e al lavoro minorile.

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Siria. Andrea Moroni (responsabile cooperazione Ai.Bi.): “Il 94% dei bambini siriani soffre di post traumatic stress disorder. Molti tentano il suicidio. Non possiamo lasciarli soli”

Il 94% dei bambini siriani soffre di ‘disturbi comportamentali da guerra’:  dai casi meno gravi di bambini che fanno la pipì a letto a quelli più gravi che tentano il suicidio”.  A lanciare l’allarme è Andrea Moroni, responsabile della cooperazione internazionale di Ai.Bi, Amici dei Bambini, che oggi, 23 giugno 2016, è intervenuto nel corso della trasmissione UnoMattina, su Raiuno, per fare il punto della situazione del conflitto in Siria.

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I bambini siriani dovrebbero prepararsi alle vacanze estive, non fuggire dalle bombe

Casa, scuola, giochi, amici, famiglie: termini usuali per chi non conosce la guerra ma trasformati in ricordi e sogni per chi dalla guerra è scappato. Parole che si rincorrono nei discorsi di tutti i profughi che hanno lasciato la Siria, dove il conflitto non ha lasciato scampo davvero a nessuno. “Quando mi alzo bevo latte, si mangia e si vede la Tv, compriamo anche dei dolci“, dice Laial, profuga siriana di nove anni, da tre ad Alessandria d’Egitto. Poi è caduta una bomba e siamo scappati“. E’ piccola, ma non si perde d’animo: “Quando sarò grande spero di diventare un ingegnere

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Misna. Tra il 2015 e il 2016 arrivati finora 20 mila minori non accompagnati. Albano (Garante per l’infanzia) “Creare un albo dei tutori per le migliaia di ragazzi che arrivano soli sulle nostre coste”

Sono 13 mila i minori non accompagnati sbarcati nel nostro Paese nel 2015, e oltre settemila quelli arrivati nei primi cinque mesi di quest’annoChi si prende cura di loro? Nessuno. Per questo Filomena Albano (giudice della famiglia e neo garante per l’infanzia e l’adolescenza) chiede l’istituzione immediata di un albo dei tutori.

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L’eterno dramma dei rifugiati: 65,3 milioni solo nel 2015. Papa Francesco rinnova l’appello ai cristiani: “Dobbiamo incontrarli, accoglierli, ascoltarli”. Ma in Niger 20 bambini muoiono di sete abbandonati dai trafficanti

Il 2015 ha stabilito uno dei record più drammatici della storia: quello delle persone che hanno dovuto lasciare la propria casa e la propria terra per fuggire da guerre, persecuzioni, torture, pulizie etniche e stupri di massa. Sono state 65,3 milioni: più degli abitanti dell’Italia. Mai così tanti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e 6 milioni in più rispetto all’anno precedente. In media, 24 persone al minuto diventano rifugiati. E – dramma nel dramma – oltre la metà sono minori.

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Aleppo, la città dove l’acqua si scambia con i prigionieri. L’appello di Sabina Guzzanti

Si può avere paura di una finestra? Sì, se si vive ad Aleppo, nel cuore del conflitto siriano. Dove i vetri di casa, andando in frantumi, possono diventare micidiali proiettili capaci anche di togliere un occhio a un bambino. È quanto ha rischiato la piccola Fatima, ferita gravemente da una scheggia proveniente dalla finestra della sua cameretta, distrutta da un colpo di mortaio.

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Minori non accompagnati, più di 7mila gli arrivi in Italia nel 2016: un dramma silenzioso sul quale il nostro governo chiude gli occhi

A loro non basta aver trovato una via di fuga da Paesi tormentati da guerre, disperazione e povertà. Il viaggio verso un futuro di pace passa attraverso minacce di abusi e sfruttamento e troppo spesso finisce con la morte, negli abissi del mare. È questo il triste destino di tanti migranti giovanissimi, che lasciano tutto nel loro Paese e si imbarcano da soli.

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Immigrazione. L’appello di 14 ong: “No alle Idomeni d’Italia”

L’ininterrotto arrivo in Italia di minori, donne e uomini in fuga da violenze, conflitti e persecuzioni, fa sì che il sistema di accoglienza istituzionale sia ormai pressoché saturo. Da qui l’iniziativa di un gruppo di 14 Ong che si occupano di accoglienza dei migranti di rivolgere un appello al Governo affinché metta in campo le misure necessarie per garantire a tutti migranti condizioni di vita dignitose.

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Laura Tangherlini (Rai News24): “Al fianco dei bambini siriani puoi esserci anche tu”

“Fino a oggi Amici dei Bambini ha distribuito viveri a più di 3mila famiglie di sfollati siriani. Da domani possiamo contare anche sul tuo aiuto?”: è l’appello di Laura Tangherlini, scrittrice, giornalista di Rai News 24, autrice di libri sulla realtà del Medio Oriente e testimonial della campagna di Ai.Bi. in Siria Non lasciamoli soli che garantisce interventi di prima e seconda emergenza nelle aree di Idlib, Aleppo, Homs e Rural Damasco. GUARDA IL VIDEO

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Migranti, più di 10mila vittime del mare dall’inizio del 2014. E gli arrivi dei minori non accompagnati crescono senza sosta

La rotta dal Nord Africa all’Europa si conferma sempre più un cimitero di vite e di speranze di coloro che lasciano la propria terra fuggendo da guerre e miseria e tentano, troppo spesso invano, di raggiungere le coste europee. Sarebbero infatti oltre 10mila i migranti morti nel Mediterraneo dall’inizio del 2014 ai primi giorni di giugno del 2016..

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Sabina Guzzanti: “I bambini siriani hanno troppa paura del loro futuro: ‘Non lasciamoli soli'”

Fino a oggi Ai.Bi. ha distribuito viveri a più di 3mila famiglie di sfollati in Siria . Ma i piccoli siriani e i loro genitori che, in oltre 5 anni di guerra, hanno perso tutto sono molti di più. Per questo l’attrice e regista Sabina Guzzanti invita tutti  a sostenere la campagna di Amici dei Bambini Non lasciamoli soli a favore dei bambini siriani. GUARDA IL VIDEO

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La dura battaglia per la sopravvivenza degli orfani siriani in Turchia

Oltre 5 anni di guerra civile non hanno distrutto solo la Siria, ma continuano a fare sentire i loro drammatici effetti anche tra le famiglie fuggite nei Paesi vicini. È il caso della Turchia, dove hanno trovato rifugio più di 2,7 milioni di siriani, di cui quasi la metà sono bambini. Arrivano dai villaggi che, da marzo 2011, hanno conosciuto ogni tipo di atrocità e violenze.

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Argenton (Ai.Bi.): “Per non lasciare soli i bimbi siriani, abbiamo bisogno di te!”

Bombardamenti continui e incessanti e vittime innocenti anche tra i bambini. È questa la quotidianità in Siria, dove Ai.Bi. è presente con la sua campagna Non lasciamoli soli. “I nostri progetti vanno avanti – dice il country coordinator  di Ai.Bi. Giacomo Argenton – e i beneficiari continuano a ricevere gli aiuti di cui hanno bisogno. Ma per poter fare di più, abbiamo bisogno di te”. GUARDA IL VIDEO

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Migranti, ogni mese arrivano più di 1000 minori soli: “Nei loro occhi tristi il ricordo dei genitori visti annegare in mare”

La rotta tra la Libia e l’Italia è la più battuta dai piccoli migranti che viaggiano senza genitori. Da gennaio a maggio del 2016 si è calcolato che i minori stranieri non accompagnati arrivati nel nostro Paese siano stati almeno 1000 al mese. Così numerosi, rappresentano la stragrande maggioranza dei bambini che dalle spiagge libiche si imbarcano verso le nostre coste.

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Siria. Raid notturno sul principale ospedale di Idlib: 60 morti tra cui donne e 7 bambini

In Siria gli ospedali sono tra i bersagli più colpiti di questa guerra civile iniziata cinque anni fa e le vittime più facili sono proprio loro: ancora una volta i bambini. Nell’ultimo raid, (avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 maggio) ha colpito uno dei principali ospedali di Idlib: 200 civili sono rimasti feriti, 60 hanno perso la vita, tra cui donne e 7 bambini.

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Messina, A mare si gioca e si canta… per l’accoglienza

Il conduttore tv Salvo La Rosa e Nino Frassica con il pubblico che ha riempito il PalaCultura di Messina domenica 29 maggio in occasione dello spettacolo “A mare si gioca e si canta”, il cui incasso è stato interamente devoluto ad Ai.Bi. per sostenere il progetto Bambini in Alto Mare per un’accoglienza giusta dei migranti più fragili. Sul palco si sono esibiti numerosi gruppi musicali siciliani, oltre allo stesso Frassica che, insieme a Tony Canto, ha riproposto il successo di Sanremo “A mare si gioca”.

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“Tenevano in alto i loro figli tentando di salvarli, mentre l’acqua saliva”: l’ultimo disperato gesto delle madri dei 40 bambini morti nell’ultimo naufragio

Una maglietta del Real Madrid rigonfia d’acqua, un paio di infradito blu, un biberon accanto a un fagottino che custodiva, ormai inutilmente, il corpicino di un bambino di pochi mesi, senza vita. Attorno altre 45 vite giunte al capolinea mescolate a centinaia di persone che, annaspando tra le onde, imploravano aiuto.

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Messina. Da Frassica a Salvo La Rosa, da Tony Canto ai Kunsertu. Dal palco di “A mare si gioca e si canta” un unico appello: “Diamo una giusta accoglienza ai migranti più fragili”

Grande successo ieri, 29 maggio, per la serata evento “A Mare si Gioca e Si Canta” che si è svolta al Palacultura Antonello da Messina: cantanti, artisti e comici si sono alternati a Nino Frassica sul palco della città dello Stretto nel lanciare un unico e solo appello: dare una giusta accoglienza a quanti arrivano sulle nostre coste alla ricerca di una speranza. La serata ha, infatti, sposato in pieno la Campagna Bambini in Alto Mare di Amici dei Bambini, il progetto di emergenza di Ai.Bi. che aiuta concretamente, in Siria e in Italia, coloro che nel dramma della guerra sono i più deboli e indifesi: i bambini.

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Mediterraneo, l’infinita strage degli innocenti: oltre 40 bambini tra le 700 vittime degli ultimi naufragi. In una settimana gli arrivi di migranti sono più di 1200

È una vera e propria strage degli innocenti quella che si sta consumando negli ultimi giorni di maggio nelle acque del Mediterraneo tra la Libia e l’Italia. In tre naufragi avrebbero perso la vita oltre 700 migranti e tra loro ci sarebbero almeno 40 bambini, di cui molti neonati. Bilancio al momento solo provvisorio, perché basato sulle testimonianze dei superstiti, e che si teme quindi possa aggravarsi ulteriormente. I cadaveri recuperati fino alla mattina di domenica 29 maggio sono infatti soltanto 45, tra cui 3 sono di bambini.

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Papa Francesco: “I bambini di tutto il mondo pregheranno insieme ai piccoli siriani: il 1° giugno un grande gesto ecumenico per la pace”

I bambini di tutti i Paesi idealmente uniti in preghiera ai loro coetanei della Siria. E’ un piccolo grande miracolo di fede quello che accadrà mercoledì primo giugno, in occasione della Giornata Internazionale del Bambino. Lo ha annunciato papa Francesco nel corso dell’Angelus celebrato in piazza San Pietro.

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Dopo FLavour di 9 mesi, un altro bambino di 5 anni solo su un barcone alla deriva. Sono quasi 6mila nel 2016: le famiglie ci sono, ma lo Stato non vuole avviare l’affido familiare

“Tienilo tu: salvalo. Per me è finita”. Una frase risuonata troppo spesso, in lingue diverse, a bordo dei barconi che in questi giorni stanno solcando il Mediterraneo dal Nord Africa all’Italia, con il loro carico di dolore e di speranza. Il dolore è quello di un passato di guerre, violenze e miserie e di madri che si rendono conto di non avere più possibilità di sopravvivenza.

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Siria. Giacomo Argenton (project manager Ai.Bi) “Abbiamo aiutato ‘solo’ 20 mila persone. Troppo poche: molti ancora sono i bambini che hanno bisogno di noi”

Dieci mesi complicati, che hanno richiesto tanto sudore, tanto impegno e grandi sacrifici. Ma anche dieci mesi di immensa soddisfazione. Fra qualche giorno ritorno sul campo e penso già ai nostri bambini che sono là ad aspettarmi”. A parlare è Giacomo Argenton, project manager di Ai.Bi in Siria. Di passaggio a Melegnano (Milano), nella sede centrale di Amici dei Bambini, fa un rapido bilancio dei primi 10 mesi in cui assieme a Luigi Mariani (country coordinator di Ai.Bi.) presta il suo servizio giorno e notte per le famiglie siriane di Aleppo, Idlib, Binnish, Homs e Rural Damasco.

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Lampedusa, tra i migranti sbarcati anche una bimba di 9 mesi sola: “Salvata dall’ultimo disperato gesto della madre prima di morire”

Donare la speranza e la vita alla propria bambina: l’ultimo gesto di un’esistenza disperata. Una scena drammatica ma piena d’amore quella avvenuta a bordo di un gommone che, mercoledì 25 maggio, tentava di solcare il Mediterraneo dalla Libia a Lampedusa. Tra le circa 150 persone stipate sull’imbarcazione, anche una madre che, in fin di vita, ha consegnato sua figlia a una compagna di viaggio, che l’ha portata in salvo. Così, tra i migranti arrivati a Lampedusa nella mattinata c’è anche una bambina di 9 mesi, che ha forse stabilito il triste record della minore straniera non accompagnata più piccola che sia mai approdata sulle nostre coste.

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Messina. “A mare si gioca e si canta”…per un’accoglienza giusta. Nino Frassica e Tony Canto “Facciamo vedere all’Italia quanto cuore hanno i messinesi!!”

Roba buona…un sacco di gente…cantanti… amici… attori… tutti insieme a cantare, a ballare… per un grande spettacolo…per una buona causa. Messinesi non potete mancare…perché A Mare si canta…e si gioca…”.  Questo l’appello di Nino Frassica che in un divertente sketch video con Francesco Scali (il sacrestano Pippo di Don Matteo) si rivolge al suo affezionato pubblico a partecipare alla serata di beneficienza “A Mare si Gioca e Si Canta”, che si svolgerà il 29 maggio alle 21.00 al Palacultura di Messina.

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Siria. Fuggire o restare: il dramma di chi vive ad Aleppo

Più di 330 civili, tra cui 74 minori, sono morti nella città di Aleppo, in Siria, negli ultimi 30 giorni. A denunciarlo è l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Sabato scorso un missile lanciato dai jihadisti ha colpito anche il Collegio di Terra Santa dei francescani, uccidendo una donna e ferendone altre due. Parla Omar, uno dei beneficiari della campagna “Non lasciamoli soli” di Ai.Bi.

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“Viveva in un dormitorio comune, poi mi ha raccontato la sua storia e io l’ho accolto come un figlio”

Ci sono miniere più preziose di quelle d’oro. Una di queste è il Forum del sito di Amici dei Bambini, fonte inesauribile di informazioni e testimonianze di accoglienza. Come quella di Icham (nome di fantasia), un ragazzo tunisino arrivato in Italia a bordo di un barcone, solo con suo fratello, senza il sostegno di una famiglia. Quella famiglia che ha trovato nel nostro Paese grazie a qualcuno che ha aperto le porte della sua casa e del suo cuore.

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Siria. Amid: “Se lascio la mia terra come gli altri, chi rimarrà qui per ricostruirla? Ma abbiamo bisogno di tutto, soprattutto per i nostri bambini”

Se Ai.Bi smetterà di aiutare noi e gli altri come possiamo vivere? Abbiamo bisogno di tutto: cibo, kit per l’igiene, utensili da cucina, materassi e coperte. Abbiamo bisogno di tutto per vivere, perché siamo venuti con nulla”. A parlare è Amid uno degli oltre 13 mila beneficiari della campagna “Non lasciamoli soli” che Ai.Bi. ha lanciato per aiutare le famiglie di sfollati, di mamme e bambini siriani che hanno perso tutto a causa della guerra. Amid è uno dei 5,6 milioni che hanno perso tutto: una parte dei 13,5 milioni di persone che vivono oggi all’interno del Paese in stato di estrema necessità.

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Siria. “Come curare la malattia della guerra?” Neppure le bombe fermano i corsi di formazione di Ai.Bi. nel nord del Paese

Nemmeno le bombe riescono a fermare il programma di formazione e supporto psicosociale avviato da Amici dei Bambini nel nord della Siria. Nonostante la situazione nell’area sia gravemente peggiorata nelle ultime settimane, in termini di sicurezza, i training procedono più o meno regolarmente, tra cambi di location e sospensioni rese necessarie dagli improvvisi attacchi che hanno riguardato, in particolare, le cittadine di Binnish, Ariha e Maraat Al Nouman. Ai.Bi., in collaborazione con il partner Shafak Organization, è riuscita a formare 63 operatori, per offrire supporto psicosociale ai bambini vittime di stress post traumatico, a causa delle guerra.

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Cosa è l’accoglienza giusta? Acquistare i cibi all’African shop. L’esempio di Ai.Bi.

Accogliere non vuol dire solo dare un posto letto e un piatto caldo. La giusta accoglienza è prendere per mano chi proviene da una situazione drammatica e accompagnarlo verso una vera integrazione. Soprattutto se i protagonisti di questo processo sono i più fragili: bambini e famiglie che arrivano da lontano e hanno vissuto la guerra, la violenza e la miseria.

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Milano. Presentata ai gruppi consiliari di Regione Lombardia la campagna di Ai.Bi. in Siria “Non lasciamoli soli”: sostegno a 360 gradi ai bambini di Aleppo, Idlib, Damasco e Homs

Ogni giorno che nasce, in Siria, sa che, prima che il sole tramonti, 9.500 persone saranno costrette ad abbandonare la propria casa. La guerra civile che da oltre 5 anni sta insanguinando il Paese mediorientale ha creato una crisi umanitaria senza precedenti, il cui dato più drammatico sta nel numero di bambini rimasti uccisi a causa del conflitto: 11mila da marzo 2011. Altri 5,6 milioni hanno perso tutto e sono una parte dei 13,5 milioni di persone che vivono oggi all’interno del Paese in stato di estrema necessità. Per garantire almeno a una parte di loro i diritti fondamentali e la speranza in un futuro di pace Ai.Bi. ha lanciato la campagna di emergenza Non lasciamoli soli.

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Siria. Ponte aereo per aiuti umanitari nelle città assediate. Ai.Bi. in prima linea con distribuzione di viveri e pasti “ready to eat” ad Aleppo, Binnish, Homs e Damasco

Ai.Bi, con i partner locali è attiva in Siria, a Idlib, Aleppo e nelle aree assediate di Homs e Damasco con interventi di prima e seconda emergenza. Qui Ai.Bi. ha lanciato la  campagna “Non lasciamoli soli” fornendo supporto alimentare, sanitario, educativo e psicologico . Interventi che saranno illustrati domani 19 maggio nel corso della conferenza stampa che si svolgerà alle 11.30 presso il Consiglio della Regione Lombardia (Sala Gonfalone).

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Osservatore Romano. Siria, bambini assediati: progetto Ai.Bi. – Onu per le aree di Homs e Damasco

La vita di milioni di bambini – sfollati, profughi, intrappolati nelle zone di combattimento o sotto assedio, privati di scuola e servizi di base – è stata sconvolta dal conflitto siriano. Per cercare di alleviare le sofferenze di questi bambini si moltiplicano le iniziative per portare aiuti umanitari. Uno di questi progetti, finanziato dalle Nazioni Unite (per un importo complessivo di 600.000 dollari) è stato realizzato da Ai.Bi., Associaione Amici dei Bambini, e prevede prima di tutto la realizzazione di tre spazi sicuri e nove unità mobili per i piccoli.

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Nei primi 3 mesi del 2016 gli arrivi in Italia sono stati 2.600: ma nel nostro paese sono destinati a rimanere soli

Lasciano la famiglia nei loro Paesi in guerra o consumati dalla miseria. Affrontano da soli i pericoli del viaggio, con il sogno di una vita nuova e animati dalla necessità di aiutare i genitori e i fratelli, una volta “sbarcato il lunario” in Europa. Ma “il lunario” troppo spesso si traduce in sfruttamento, violenza e degrado.

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Siria. Non c’è posto sicuro al mondo per milioni di piccole vittime della guerra: aiutarli oggi per non perderli per sempre

Sostegno a distanza Siria – I numeri non hanno pietà. Come la guerra. Il bilancio di oltre 5 anni di conflitto pesa come un macigno freddo e spietato nei confronti dell’infanzia siriana. Tanto all’interno del Paese quanto all’esterno. Come dimostra quanto accaduto ad Aleppo nella notte di giovedì 28 aprile, quando un raid aereo ha colpito e distrutto l’ultimo centro pediatrico rimasto in città.

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Siria, iniziata la quinta distribuzione di ceste alimentari: la speranza di 7.800 sfollati di Binnish è tutta nello stupore di un bambino

Sostegno a distanza Siria La soddisfazione più grande è vedere il volto di un bambino meravigliato nell’aprire una scatola piena di cibo, appena trovata davanti all’uscio di casa sua.  L’immagine di questo bambino, tanto piccolo e tanto sorpreso quasi da cadere all’interno di quella scatola più grande di lui, è di certo quella che meglio di ogni altra rappresenta il lavoro di Amici dei Bambini in Siria. In questi ultimi giorni di aprile, infatti, Ai.Bi. sta completando la quinta distribuzione di ceste alimentari nella zona di Binnish, nel nord ovest del Paese.

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Gran Bretagna: il Parlamento si divide e chiude le porte a 3mila bambini siriani. E pensare che Londra accolse 10mila piccoli ebrei…

La Camera dei Comuni ribalta lo spirito di accoglienza dimostrato dai Lord. Con una maggioranza risicata, 294 voti contro 276, lunedì 25 aprile i deputati britannici hanno bocciato il provvedimento precedentemente approvato dalla Camera dei Lord che avrebbe dato vita alla più grande ricollocazione di rifugiati nel mondo da quando è iniziata la guerra in Siria, a marzo del 2011. La proposta dei Lord prevedeva di dare accoglienza a 3mila bambini siriani rimasti soli a Calais e in altri campi profughi d’Europa. Invece, per il momento, non se ne farà niente. Ulteriore dimostrazione di come troppo spesso, per i profughi siriani, sfidare il mare e attraversare l’Europa alla ricerca di una nuova vita finisca per non portare a nulla.

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Accoglienza di massa contro accoglienza diffusa: dal business migranti all’integrazione basata su storie di vita

“Falcon residence”, ovvero l’accoglienza di massa, contro l’accoglienza diffusa: due realtà  agli antipodi l’una rispetto all’altra. La prima rischia di diventare uno dei peggiori esempi di accoglienza-businessper richiedenti asilo: due cooperative siciliane l’hanno proposta alla Prefettura locale per ospitare, tutte insieme, 500 migranti, da alloggiare nell’ala disabitata di questo grande complesso residenziale semiabbandonato.

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Milano. Alla faccia dell’accoglienza giusta! 500 richiedenti asilo in uno stabile inagibile. Così i migranti sono soltanto una fonte di guadagno e non esseri umani

Business batte accoglienza 500 a 0. Quanto sta avvenendo in provincia di Milano, è un’ulteriore prova di quanto, per qualcuno, i migranti in fuga dalle guerre e dalla miseria siano soltanto fonte di guadagno e non esseri umani degni di una sistemazione dignitosa. Quella dignità che potrebbe essere garantita da chi, invece, vuole farsi promotore di un’accoglienza familiare e a misura d’uomo e che si trova a essere messo fuori gioco da un sistema che finisce per privilegiare la quantità sulla qualità.

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Papa Francesco: “I profughi sono un dono, non un peso”. Le famiglie accolte da Bergoglio: “Non dimenticate i siriani rimasti nella loro terra”

“I rifugiati conoscono le vie che portano alla pace perché conoscono l’odore acre della guerra”. Parole di papa Francesco, rientrato da poche ore dal suo viaggio a Lesbo. Quell’odore acre lo conoscono bene Quds, Omar e Masa –  6, 7 e 8 anni -, alcuni dei profughi siriani che il Pontefice ha portato con sé dalla Grecia offrendo loro ospitalità a Roma. Nella Capitale ricominciano a assaporare la normalità: si rincorrono in giardino, fanno a gara a chi lancia più lontano dei sassolini, scherzano con un fotografo che li invita a farsi uno scatto in posa.

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Mediterraneo, il drammatico racconto dei superstiti dell’ultimo naufragio: “Partiti in 600, ci siamo salvati in 41”

Sostegno a distanza Bambini in Alto Mare – Negli occhi del mondo c’erano ancora le immagini gioiose di papa Francesco in visita ai migranti sbarcati a Lesbo: l’abbraccio del Pontefice a quelle famiglie fuggite dalla guerra e dalla miseria e la scelta di portarne in Vaticano un piccolo gruppo a cui garantire un futuro di pace. Ma poche ore dopo, a quel messaggio di speranza si è sostituita di nuovo la disperazione.

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Siria. La Provincia di Bolzano: “Il sostegno agli interventi di Ai.Bi. è una misura prioritaria per dare un futuro a più di 12mila persone”

Anche quando tutto è buio può esserci una speranza per chi vive in un tunnel di disperazione. Questa volta la “luce” arriva da Bolzano ed è destinata agli sfollati interni in Siria. Con un contributo di 20 mila euro la Provincia Autonoma di Bolzano contribuisce a finanziare gli interventi di prima e seconda emergenza di Amici dei Bambini in Siria, inseriti nell’ambito della campagna di Sostegno a distanza per la prevenzione dell’emigrazione Io non voglio andare via,  che è parte del progetto Bambini in alto mare.

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Siria. “Più di 17mila razioni alimentari in un mese per gli sfollati interni di Aleppo”: Luigi Mariani racconta la forza di resistere di un popolo

Sostegno a distanza Siria – Per la popolazione siriana la forza per resistere ancora arriva sui furgoni di Amici dei Bambini. È a bordo di questi mezzi che gli operatori e i volontari di Ai.Bi. e dei suoi partner locali portano alle famiglie più bisognose le razioni alimentari necessarie per andare avanti e sopravvivere, aiutandoli a credere in un futuro nella propria terra.

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Siria. La generazione perduta è a rischio anche all’estero: solo il 30% dei bambini rifugiati in Turchia va a scuola. Aiutarli nella loro terra ora è possibile

Sostegno a distanza Siria – La generazione perduta rischia di non ritrovarsi neppure fuori dal proprio Paese. Se milioni di bambini siriani non hanno nei loro ricordi nient’altro se non guerra, violenza e distruzione, è sempre più evidente che l’emigrazione non è la strada attraverso la quale ritrovare la serenità e l’infanzia perduta.

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Siria. Completata la quarta distribuzione di ceste alimentari a Idlib. Dai 1.100 beneficiari poche parole, ma tanta riconoscenza: “Mumtaz, molto bene”, il loro futuro parte da qui

Sostegno a distanza Siria  Due camioncini bianchi risalgono le colline della provincia di Idlib, in Siria. Avanzano lentamente con il loro carico di provviste, segni di speranza per quella parte della popolazione siriana che ha deciso di sperare in un futuro nella terra in cui è nata. Scene come questa sono ormai quotidiane in queste zone nordoccidentali della Siria. Qui, infatti, Amici dei Bambini ha attivato i suoi interventi di prima e seconda emergenza nell’ambito della campagna di sostegno a distanza per la prevenzione dell’emigrazione Io non voglio andare via, inserita nel contesto del progetto Bambini in Alto Mare.

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Nei primi tre mesi del 2016 sbarcati 2400 minori non accompagnati, il triplo rispetto al 2015. Ma l’Italia non è ancora pronta ad accoglierli

Su 20 giovani migranti che sbarcano in Italia, solo uno arriva con almeno un genitore o un adulto di riferimento. Gli altri, ovvero il 95% del totale, sono minori stranieri non accompagnati. Nei primi 3 mesi del 2016 la situazione dei ragazzi e dei bambini che sbarcano da soli sulle nostre coste è diventata un’emergenza sempre più drammatica.

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Siria. Ai.Bi. dà il via alla distribuzione di razioni di cibo ready to eat: in un mese più di 17mila persone riceveranno sostegno alimentare

Sostegno a distanza Siria A Pasqua è risorta anche la speranza per centinaia di siriani. Mentre il mondo cristiano festeggiava la Resurrezione di Cristo, quasi 700 sfollati interni dell’area rurale tra Aleppo e Idlib, nel nord della Siria, ricevevano da Amici dei Bambini quel sostegno alimentare che rappresenta il primo fondamentale mattoncino nella complessa opera di ricostruzione di una vita dignitosa, in un Paese oppresso da più di 5 anni di guerra. Domenica 27 marzo, infatti, Ai.Bi. ha dato inizio alla distribuzione di razioni alimentari nei villaggi di Atarib e Termanin, a favore di quelle famiglie siriane che hanno perso tutto, ma, nonostante questo, hanno deciso di restare nella propria terra.

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Siria. Interventi di prevenzione emigrazione: partiti i corsi di formazione psicosociale di Ai.Bi. per accompagnare 4mila bambini oltre il dramma della guerra

Sostegno a distanza Siria Prendere per mano i bambini i siriani e accompagnarli oltre il dramma della guerra, verso il sogno di ricostruire il proprio futuro nella terra in cui sono nati. È questo lo scopo dei nuovi corsi di formazione in ambito psicosociale, organizzati da Amici dei Bambini in collaborazione con il suo partner Shafak Organization, che, dopo settimane di preparativi, hanno finalmente preso il via. Nel corso dei prossimi mesi, oltre 100 operatori che lavorano a contatto con i bambini in apposite strutture di accoglienza, tra le province di Idlib e Aleppo, verranno formati da una task force di 4 trainers, che fornirà loro le conoscenze e gli strumenti utili per aiutare migliaia di minori ad affrontare i traumi e le problematiche legate alla guerra.

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Siria. La voce di chi vede la speranza sbattere contro un muro: “Non era questo che ci aspettavamo scappando dalla guerra”. Ecco perché serve aiutare i siriani che non vogliono andare via

Sostegno a distanza Siria Ormai si parla di “guerra” di Idomeni. Quella che combattono in migliaia, tra cui molte donne e tantissimi bambini, al confine tra la Grecia e la Macedonia. Un confine chiuso da un muro serrato da un doppio filo spinato che delimita non solo la separazione tra due Paesi, ma soprattutto la frontiera su cui la speranza va a sbattere e si trasforma di nuovo in disperazione. “Open the border”, “aprite il confine”, urlano i profughi siriani rimasti intrappolati nel loro sogno di raggiungere il nord Europa. A tutti gli effetti, è diventata una guerra anche questa. Combattuta però lontano dalla propria terra.

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Siria. Migrazione fa sempre più rima con detenzione: in un popolo che sogna un futuro nella sua terra, 8 milioni di bambini non vogliono diventare una generazione perduta

Sostegno a distanza Siria – “Detention center”. Centri di detenzione. È questo ciò che aspetta i profughi che sbarcano in Grecia, in attesa di conoscere il loro futuro. Lo prevede, tra le altre cose, il nuovo accordo sui migranti stipulato a metà marzo tra Unione Europea a Turchia. Un accordo che rischia di trasformare la fuga dal proprio Paese sempre più in una trappola.

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Siria. Dal Libano alla Grecia, dove per l’accoglienza non c’è più posto. Milioni di siriani non vogliono cadere nella trappola dell’emigrazione: aiutarli ora è possibile

Sostegno a distanza Siria – “Ci prendono e ci lasciano senza cibo e senz’acqua per giorni”. È la voce di migliaia di migranti bloccati nel limbo: non sono più a casa loro e non possono proseguire il loro viaggio verso l’Europa. L’emigrazione, la fuga dal loro Paese, si è trasformata in una trappola. Così come per le migliaia di profughi ammassati nei campi di raccolta in Grecia o in Libano. Tra loro tantissimi siriani che all’estero hanno trovato una disperazione forse addirittura peggiore di quella lasciata in patria. Dove, se è vero che da 5 anni si combatte una guerra che pare interminabile, è anche vero che ci sono le loro radici: la base da cui ricominciare.

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Siria. Nella generazione che non ha mai visto la pace, la maggior parte vuole continuare a credere in un futuro nella propria terra. Aiutare chi non vuole andare via oggi è possibile

I bambini siriani dell’infanzia ormai hanno solo l’età. Milioni di loro non hanno mai visto neppure un giorno di pace. Uno su 3, pari a circa 3,7 milioni, è nato infatti dopo il 15 marzo 2011, il giorno in cui scoppiò la rivolta che dette inizio alla guerra civile. Un popolo intero cresciuto in un contesto fatto solo di violenza, paura e sradicamento. Un’intera generazione di siriani rischia di essere persa per sempre. Ed è proprio per evitare che questo accada e per fare in modo che i piccoli siriani possano continuare a coltivare la speranza di un futuro nella propria terra che Amici dei Bambini ha lanciato la campagna di sostegno a distanza per la prevenzione dell’emigrazione Io non voglio andare via, nell’ambito del progetto Bambini in Alto Mare.

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Per la Festa del Papà fai un gesto che vale doppio: un regalo al tuo papà e la speranza a una famiglia siriana

Sostegno a distanza Siria – Il sogno di tutti i padri è quello di poter essere fieri dei propri figli. E che cosa c’è di meglio per rendere fiero un padre se non dimostrarsi generosi verso un popolo che soffre? Così, in occasione della Festa del Papà 2016Amici dei Bambini vuole offrire a tutti i figli la possibilità di compiere un gesto davvero speciale.

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Siria. La piramide rovesciata dell’aiuto umanitario: pochi i sostegni alla maggioranza invisibile del popolo siriano che non vuole lasciare la propria terra

Nel dramma senza fine della guerra in Siria, c’è una maggioranza silenziosa e invisibile ai più. Quella costituita dai milioni di persone che, nonostante 5 anni di conflitto, non vogliono lasciare la propria terra e, pur tra mille difficoltà, cercano di progettare il loro futuro lì dove sono nati e cresciuti. Di loro il mondo sembra essersi dimenticato, concentrando la propria attenzione solo sui siriani che scelgono la via dell’emigrazione. Milioni di disperati che non si possono ignorare, certo. Ma allo stesso modo non può finire nell’oblio più totale la sorte di un numero ancora maggiore di uomini, donne e bambini che hanno deciso di restare nella terra in cui affondano le radici del proprio popolo.